La Città di Vasari

Giorgio Vasari, pittore, architetto e storico dell’arte, ha lasciato un’impronta decisa sulla sua città natale. La sua visione del Rinascimento come progetto di ordine e bellezza è ancora leggibile nei luoghi che portano il suo nome e nei segni della sua opera. Questo itinerario attraversa la città seguendo il filo della sua presenza, tra palazzi, affreschi e architetture civili. È un invito a osservare Arezzo attraverso lo sguardo di chi l’ha rappresentata e, in parte, trasformata.

Museo di Casa Vasari

Situata nel cuore del centro storico, la casa di Giorgio Vasari ad Arezzo è un luogo emblematico per comprendere la figura del grande artista, architetto e biografo del Rinascimento. Acquistata e decorata dallo stesso Vasari a partire dal 1540, l’abitazione conserva un ciclo pittorico ideato come manifesto della sua visione dell’arte, con allegorie, ritratti e decorazioni che celebrano le arti liberali e il ruolo dell’artista. Il museo ospita anche documenti, disegni e arredi che restituiscono il profilo intellettuale di Vasari e il suo legame profondo con la città natale.

Museo d’Arte Medievale e Moderna

Ospitato nel rinascimentale Palazzo Bruni Ciocchi, il Museo d’Arte Medievale e Moderna di Arezzo conserva una delle raccolte più significative della pittura toscana, dal Duecento all’Ottocento. Tra i suoi capolavori spiccano le tavole a fondo oro di Margarito d’Arezzo, figura di primo piano nella pittura medievale, e importanti dipinti di Giorgio Vasari, come il monumentale Convito di Ester e Assuero. Accanto a loro, opere di Spinello Aretino, Luca Signorelli e altri maestri raccontano la ricchezza visiva e spirituale di un territorio centrale nella storia dell’arte italiana.

Capolavori da scoprire

Due chiese nel centro di Arezzo raccontano momenti fondamentali dell’opera di Giorgio Vasari e del suo legame con la città. Alla Santissima Annunziata, la Deposizione mostra un giovane artista influenzato da Rosso Fiorentino, già capace di un linguaggio espressivo personale. Alla Badia delle Sante Flora e Lucilla, Vasari progetta l’interno e realizza il grande altare maggiore, concepito come monumento sepolcrale per sé e per la sua famiglia, oltre a due importanti dipinti: la Cena di San Gregorio Magno e la Pala Albergotti. Luoghi fondamentali per capire l’evoluzione del suo stile e il ruolo centrale di Arezzo come città di Vasari.

Le chiese di Arezzo

Considerata uno dei principali esempi di architettura rinascimentale ad Arezzo, la Chiesa della Santissima Annunziata nasce come oratorio confraternale nel XIV secolo e viene ricostruita nel Cinquecento. Al suo interno si conservano opere di grande interesse, tra cui la Deposizione di Giorgio Vasari (1539), ispirata alla celebre composizione di Rosso Fiorentino a Volterra. L’opera rivela già in giovane età l’abilità di Vasari nel rielaborare i modelli del Manierismo, con un linguaggio intenso ed espressivo.

Le chiese di Arezzo

Fondata nel XIII secolo come chiesa del principale monastero benedettino di Arezzo, la Badia delle Sante Flora e Lucilla è un edificio ricco di opere d’arte. Nel Cinquecento l’interno viene rinnovato su progetto di Giorgio Vasari, autore anche del monumentale altare maggiore, della Cena di San Gregorio Magno e della Pala Albergotti. Tra gli elementi più spettacolari, la finta cupola dipinta da Andrea Pozzo, un’illusione prospettica che decora la crociera con sorprendente effetto tridimensionale.

Vasari architetto

Oltre che pittore e teorico, Giorgio Vasari fu anche architetto e urbanista. Ad Arezzo lasciò segni tangibili della sua visione: il Palazzo delle Logge (1572), ispirato al modello degli Uffizi di Firenze, ridefinisce con rigore classico il profilo di Piazza Grande, mentre la vela campanaria del Palazzo della Fraternita dei Laici (1549) ne completa l’assetto monumentale. Anche l’acquedotto vasariano, costruito dopo la sua morte su suo progetto, testimonia l’attenzione a una città ordinata e funzionale. Un linguaggio architettonico unitario, che integra edifici, spazi e funzioni, ed esprime una visione moderna della città.

Il 19 luglio 1572 Giorgio Vasari venne incaricato dalla Fraternita dei Laici di progettare il Palazzo delle Logge. Il più imponente edificio tardo rinascimentale di Arezzo modificò l’assetto urbanistico di Piazza Grande e ne ridusse le dimensioni. In una parte del palazzo l’architetto progettò anche un teatro, mentre nell’elegante loggiato con volte a crociera trovarono posto le botteghe con le tipiche spallette per i prodotti. Un’arcata a tutto sesto collega il palazzo alla Fraternita dei Laici, in un passaggio coperto, il Piccolo Corridoio Vasariano di Arezzo: un segno urbano che riflette la visione integrata e funzionale di Vasari.

Affascinante opera di ingegneria idraulica, l’Acquedotto Vasariano da oltre quattro secoli caratterizza la parte nord della città con le sue 52 arcate monumentali, che richiamano quelle degli acquedotti romani. Il percorso dell’acqua inizia alle pendici dell’Alpe di Poti e si conclude nel cuore della città. Il progetto fu concepito da Giorgio Vasari nel 1560 su incarico della Fraternita dei Laici, e completato nei decenni successivi. Nel Palazzo della Fraternita dei Laici è oggi allestita una sala dedicata alla storia dell’opera.

La sua eredità storica

Nel cuore di Arezzo, il Palazzo della Fraternita dei Laici conserva una doppia traccia dell’eredità di Giorgio Vasari: la vela campanaria, da lui progettata, con il raro orologio astronomico del 1552, e due musei che testimoniano il legame tra arte, tecnica e identità cittadina. La Fraternita dei Laici, che fu anche tra i committenti di Vasari, con il suo museo ospita una collezione permanente di opere e ritratti che raccontano la storia civile della città. Nello stesso edificio, il Museo Orodautore espone oltre 300 gioielli contemporanei realizzati da artigiani aretini su disegno di artisti e designer italiani: una tradizione che unisce creatività e maestria, nel solco della cultura materiale che Vasari contribuì a definire.

Affacciato su Piazza Grande, il Palazzo della Fraternita dei Laici è uno degli edifici simbolo di Arezzo, sintesi di stili gotico e rinascimentale. La vela campanaria, realizzata su progetto di Giorgio Vasari, ospita uno straordinario orologio astronomico del 1552, tra i più rari in Europa. All’interno, il museo conserva una collezione permanente di opere d’arte, oggetti storici e una galleria di ritratti, che raccontano la lunga storia civile e culturale della Fraternita.

Nel cuore della città, all’interno del Palazzo della Fraternita dei Laici, il Museo Orodautore espone una collezione di oltre 300 gioielli contemporanei firmati da artisti e designer italiani. Ogni pezzo è stato realizzato da artigiani orafi aretini, a testimonianza del legame profondo tra creatività artistica e saper fare locale. Il museo racconta trent’anni di sperimentazione nel gioiello d’autore e valorizza la tradizione orafa aretina come eccellenza ancora viva e in continua evoluzione.

Arezzo custodisce un patrimonio d’arte straordinario

Visita i suoi numerosi musei: dalle origini etrusche alla pittura medievale, fino ai capolavori del Rinascimento, in un viaggio affascinante attraverso la bellezza e la storia.

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