Anima e tradizione

Questo itinerario svela l’identità profonda di Arezzo, tra riti civici, antiquariato e mestieri radicati nel tempo. La Giostra del Saracino, con i suoi quartieri e costumi storici, non è solo spettacolo: è un’espressione viva dell’appartenenza cittadina. Lo stesso vale per la Fiera Antiquaria, attiva dal 1968, che ha dato vita a una rete diffusa di antiquari e gallerie, ma anche di luoghi come la Casa Museo dell’Antiquariato Ivan Bruschi e il Museo dei Mezzi di Comunicazione. Il percorso si completa con un’altra tradizione fortemente radicata: l’arte orafa, eccellenza locale ancora oggi attiva, celebrata dal Museo Orodautore. Un cammino tra memoria collettiva, cultura materiale e saper fare.

La Giostra del Saracino

Rievocazione storica ambientata nel XIV secolo, La Giostra del Saracino riporta Arezzo ai suoi fasti medievali. Si tratta di un torneo cavalleresco che si svolge due volte all’anno, nei mesi di giugno e settembre, a cui partecipano i quattro Quartieri in cui sono suddivisi la città e il suo territorio. Abili cavalieri si sfidano in una competizione che consiste nel colpire con un colpo di lancia, alla fine di una veloce carriera a cavallo, un bersaglio posto sullo scudo del Buratto.

Il Museo I colori della Giostra

Il percorso espositivo “I colori della Giostra” è un museo interattivo nato nel 2016 e dedicato alla Giostra del Saracino, tradizionale torneo cavalleresco che ancora oggi riporta la città di Arezzo ai fasti del suo più fiorente Medioevo. Al suo interno sono esposti 13 costumi disegnati nel 1956 da Vittorio Nino Novarese e un video per raccontare la Giostra del Saracino.

I quattro quartieri del Saracino

La Giostra del Saracino non è solo una rievocazione storica: è il cuore identitario della città. A sfidarsi nella lizza di Piazza Grande sono i quattro quartieri di Arezzo, ognuno con i propri colori, simboli e radici territoriali. Le rivalità, sentite e appassionate, raccontano un legame profondo con la storia, ma anche con la vita quotidiana dei rioni, che animano la città ben oltre il giorno della Giostra.

San Donato e la memoria condivisa

La figura di San Donato attraversa secoli di storia aretina come simbolo di protezione e identità collettiva. Patrono della città, è presente nella memoria religiosa, nell’arte e nei riti civici che ancora oggi uniscono la comunità. La Pieve di Santa Maria custodisce il prezioso busto reliquiario trecentesco che ne conserva il cranio: un capolavoro di oreficeria medievale in argento dorato, smalti e pietre dure. Un’opera che lega la devozione per il santo a una tradizione orafa aretina che vive ancora oggi.

Esempio sublime di architettura romanica, la Pieve è uno degli edifici religiosi più antichi e rappresentativi di Arezzo. La sua poderosa torre campanaria e la facciata a logge sovrapposte sono elementi architettonici unici, divenuti veri e propri simboli della città. All’esterno si conserva il raffinato Ciclo dei Mesi del XIII secolo, scolpito sui capitelli del portale laterale. All’interno si ammirano alcuni straordinari capolavori di arte sacra: il Polittico di Pietro Lorenzetti (1320), tra le opere più alte della pittura gotica senese, e il Crocifisso dipinto di Margarito d’Arezzo, una delle più importanti testimonianze pittoriche del Duecento.

La Fiera Antiquaria

È la più antica e più grande mostra mercato all’aperto dedicata all’antiquariato, modernariato e vintage d’Italia. Nata nel giugno del 1968, la Fiera Antiquaria si svolge ogni prima domenica del mese e il sabato precedente. Le strade del centro storico vengono animate da centinaia di espositori provenienti da ogni parte d’Italia, che propongono a visitatori di tutto il mondo i loro oggetti eterogenei per datazione, origine e valore, destinati a ogni tipo di collezionismo.

Antiquariato e collezionismo

Arezzo vanta una solida tradizione legata all’antiquariato e alla cultura dell’oggetto. Nel centro storico, botteghe e gallerie espongono pezzi di ogni epoca, spesso rari e di grande valore, curati da esperti antiquari. Accanto a questa rete diffusa si trovano due luoghi simbolici: la Casa Museo dell’Antiquariato Ivan Bruschi, che racconta il gusto per la raccolta d’arte e la memoria storica, e il Museo dei Mezzi di Comunicazione, che esplora il collezionismo tecnico dal primo Novecento al presente. Due visioni diverse, unite dalla stessa attenzione per il tempo e le tracce che lascia.

Casa del fondatore della Fiera Antiquaria di Arezzo, questo museo ospita un’eclettica collezione che abbraccia secoli di storia. Al suo interno si trovano preziosi reperti archeologici, sculture, dipinti di grandi maestri, libri antichi e una prestigiosa sezione numismatica. Il museo offre ai visitatori uno sguardo unico sul ricco patrimonio culturale e artistico di Arezzo attraverso esposizioni curate che celebrano la storia e l’artigianato.

MUMEC - Museo dei Mezzi di Comunicazione

Il museo racconta la storia delle comunicazioni attraverso una collezione di circa 1.000 pezzi. Copre l’evoluzione dai dispositivi precinema, al cinema e alle tecnologie di riproduzione sonora, fino alla telegrafia, alla scrittura, al calcolo e alle moderne tecnologie di comunicazione. Il museo propone un viaggio coinvolgente attraverso i progressi tecnologici che hanno plasmato il modo in cui gli esseri umani si connettono e condividono informazioni nel tempo.

La tradizione orafa aretina

La lavorazione dell’oro ad Arezzo ha radici che risalgono all’epoca etrusca. Durante il Medioevo e il Rinascimento, l’arte orafa conobbe un notevole sviluppo, con la nascita di botteghe artigiane attive soprattutto nella produzione di oggetti sacri. Ma è a partire dagli anni Cinquanta del Novecento che la città diventa uno dei principali poli orafi d’Italia. Oggi questa tradizione unisce il saper fare artigianale a tecnologie avanzate e design contemporaneo, mantenendo vivo un settore che ancora definisce l’identità produttiva e culturale del territorio.

Nel cuore della città, all’interno del Palazzo della Fraternita dei Laici, il Museo Orodautore espone una collezione di oltre 300 gioielli contemporanei firmati da artisti e designer italiani. Ogni pezzo è stato realizzato da artigiani orafi aretini, a testimonianza del legame profondo tra creatività artistica e saper fare locale. Il museo racconta trent’anni di sperimentazione nel gioiello d’autore e valorizza la tradizione orafa aretina come eccellenza ancora viva e in continua evoluzione.

Arezzo custodisce un patrimonio d’arte straordinario

Visita i suoi numerosi musei: dalle origini etrusche alla pittura medievale, fino ai capolavori del Rinascimento, in un viaggio affascinante attraverso la bellezza e la storia.

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