Questa chiesa alle porte della città antica di Arezzo è come una piccola oasi di pace immersa nella natura. Un gioiello dell’architettura toscana incastonato nello smeraldo dei prati verdi. La tappa perfetta per tutti coloro che ad Arezzo cercano tranquillità e bellezza, senza rinunciare ad un piccolo tuffo nella storia dell’arte. 

In epoca etrusco-romana ad Arezzo si venerava un’antica fonte miracolosa consacrata al dio Apollo, chiamata poi nell’Alto Medioevo Fonte Tecta. Si credeva che queste acque avessero il potere di guarire le malattie, soprattutto dei bambini, così la Fonte Tecta divenne un luogo di culto e pellegrinaggio per gli abitanti della città e per i forestieri.

Con l’avvento del Cristianesimo, però, il culto pagano dell’acqua era diventato inaccettabile. Nel 1425 la Chiesa mandò San Bernardino da Siena per distruggere la fonte ma venne cacciato dalla città. Tornò nel 1428, fece smantellare la fonte e al suo posto fu costruita una cappella, che divenne il nucleo originario della futura chiesa. Ma la forza dell’antico culto pagano resisteva anche dopo la distruzione della fonte. Così San Bernardino trasformò i benefici ricevuti dalle acque miracolose con le grazie concesse dalla Madonna e fece costruire, a pochi metri dalla vecchia fonte, un oratorio divenuto poi il Santuario di Santa Maria delle Grazie. Qui tra il 1428 e il 1431 Parri di Spinello dipinse l’affresco della Madonna della Misericordia, oggi inserita nell’altare marmoreo di Andrea Della Robbia

Nel 1490 Benedetto da Maiano costruì sulla facciata della chiesa la splendida loggia rinascimentale che la caratterizza, unica tra le chiese di Arezzo, a ricordare il profilo dell’Ospedale degli Innocenti di Brunelleschi. Sul lato lungo ci sono sette arcate con sette medaglioni su un basamento a gradini.

Qui è la luce che la fa da padrone, con un gioco matematico perfetto di stile e proporzioni in cui l’altezza della colonna e del pulvino è pari alla luce degli archi. Per uno spettacolo di luci, ombre e geometrie senza pari. 

Santa Maria delle Grazie e l’Antica Fonte dalle Acque Miracolose