Narrante, multisensoriale e interattivo, il Piccolo Museo del Diario dell’Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano, accoglie il visitatore e lo porta per mano alla scoperta delle stanze della memoria, trasformando la visita in un’esperienza immersiva fatta di suoni, voci, luci, parole che volano nell’aria e dialogano con noi, in un percorso intimo, in un confronto costante con sé stessi e col proprio passato. 

In un costante dialogo tra presente e passato, il museo ha vinto il premio come museo più innovativo d’Italia, ha ottenuto il patrocinio della presidenza della Repubblica ed è inserito fra i Centri Culturali più importanti d’Italia da parte del Ministero della Cultura.

Qui ci sono le storie degli italiani “gente comune”. Delle persone come noi che nelle loro scritture private ci regalano uno sguardo intimo e corale sugli ultimi duecento anni della storia d’Italia. Basta aprire un cassetto per ritrovarsi immersi in un’altra vita. Tra soldati, donne, bambini, impiegati e sognatori c’è il Lenzuolo diario di Clelia Marchi, contadina mantonava che una notte scrisse la storia della propria vita su un lenzuolo del corredo nuziale, largo più di due metri. Qui è custodito e narrato “Terramatta” il diario di Vincenzo Rabito, siciliano semianalfabeta: un’opera monumentale, la più straordinaria tra le scritture popolari mai apparse in Italia, diventata poi un caso letterario. Ed è facile riscoprirsi parte di una grande famiglia umana dove oltre lo scorrere del tempo, delle guerre, delle gioie e dei cambiamenti epocali facciamo tutti parte della stessa storia.

 

Il Piccolo Museo del Diario