Nel cuore verde della Val di Chiana Aretina, tra colline e uliveti secolari c’è il piccolo paese medievale di Civitella in Val di Chiana. Un borgo di sasso, fatto di piccole case, viuzze, piazze e campanili dove regna la pace.

 

Ma non è sempre stato così. Durante la Seconda Guerra Mondiale, Civitella è stato il teatro di uno degli eccidi più efferati della storia toscana. Il 29 giugno del 1944 durante la ritirata delle truppe tedesche, a Civitella e nelle frazioni di Cornia e San Pancrazio, per mano dei reparti della Herman Göring persero la vita 173 persone. A Civitella tutti gli uomini, ragazzi, adulti e invalidi furono rastrellati e uccisi; a Cornia anche donne e bambini, e furono date al fuoco le case.

 

Una pagina tristissima della nostra storia che resta viva nella memoria della gente e nelle pietre di questo paese che dal 2002 ha dato vita alla Sala della Memoria in Piazza Martiri. Un piccolo e intimo memoriale che racconta la storia di quelle vite spezzate con oggetti di vita quotidiana appartenuti alle vittime, numerose fotografie, documenti di archivio, residuati bellici raccolti nel corso degli anni dai componenti del Comitato Organizzatore che ne ha curato l’allestimento.

 

Un luogo di memoria viva per recuperare il senso profondo di umanità in passato perduto. Un sala dell’identità e della cittadinanza per promuovere un più profondo senso di fratellanza tra popoli.

L’Archivio della Memoria di Civitella in Val di Chiana