Non bisogna lasciarsi ingannare dall’aspetto austero della sua facciata in stile gotico, la Badia delle Sante Flora e Lucilla al suo interno è piena di colori. Sorta nel 1278 in Piazza della Badia, grazie ai monaci benedettini, si trasforma, nel corso dei secoli, fino alla radicale ristrutturazione su progetto di Giorgio Vasari a partire dal 1565. Appena entrati, infatti, colpisce il complesso monumentale dell’altare realizzato da Vasari per la cappella di famiglia.

Nella penombra, tra il profumo d’incenso, in un religioso silenzio, lontano dai rumori della vita di città che scorre fuori dalla chiesa, vi attende un incontro indimenticabile con Don Vezio che, da quarant’anni, custodisce anime e capolavori della Badia. Insieme a lui la Sagrestana Maria, con memorie e aneddoti, vi guiderà in un viaggio nella storia di Arezzo, passo dopo passo tra le tre navate della Badia. Uno sguardo privato, per ammirare da vicino il giallo Vasari della Pala Albergotti e la magica illusione della Falsa Cupola barocca di Andrea Pozzo. Alla scoperta dei capolavori segreti, come l’affresco raffigurante San Lorenzo di Bartolomeo della Gatta.

La Badia delle Sante Flora e Lucilla

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