L’arte di Piero della Francesca tra Arezzo, Sansepolcro e Monterchi

L’arte ha un rapporto speciale con Arezzo. Terra di capolavori e culla di grandissimi pittori, scultori e architetti, la fortuna ha baciato questa città e le sue vallate. Un destino che è un regalo per gli aretini e per coloro che, come te, sono arrivati fin qui per scoprire tesori strepitosi.

Piero della Francesca, Michelangelo, Masaccio, Giorgio Vasari: sono secoli che le opere firmate da questi giganti della storia dell’arte resistono al logorio del tempo e ai danni accidentali. Come se la loro impareggiabile bellezza fosse un elisir di eterna giovinezza.

Alla ricerca di Piero nella Cappella Bacci

Chi ti viene in mente tra i personaggi illustri che sono nati da queste parti? Fra tutti ce n’è uno grazie al quale Arezzo e la Valtiberina sono da sempre una meta irrinunciabile per gli amanti dell’arte.

Si tratta di un genio del Rinascimento e i suoi affreschi attirano migliaia di visitatori ogni anno. È proprio lui, Piero della Francesca.

Il tuo tour sulle orme di Piero della Francesca inizia dal luogo simbolo della preziosissima eredità che il maestro ha lasciato nel cuore di Arezzo. L’indirizzo è piazza San Francesco 1. Ti trovi davanti alla Basilica di San Francesco, costruita nel corso del Trecento in stile gotico leggero. 

Entra nella chiesa e prosegui fino in fondo, lungo l’unica navata. Dietro all’altare c’è la Cappella Bacci, che prende nome dalla famiglia dei committenti, ricchi mercanti aretini.

Soffermati sull’abbinamento fra il bel crocifisso che pende dal soffitto (il cui autore è incerto) e il ciclo di affreschi di Piero. Un Cristo sofferente inquadrato in una cornice d’arte incredibilmente suggestiva. Sei pronto a farti conquistare dalla Leggenda della Vera Croce?

Cosa c’è da sapere sulla Leggenda della Vera Croce

Il tuo viaggio sui passi di Piero della Francesca comincia di fronte alla Leggenda della Vera Croce, il ciclo di affreschi della Basilica di San Francesco. Il maestro di Sansepolcro lo dipinse tra il 1452 e il 1466, ispirandosi alla Legenda Aurea, una raccolta di biografie agiografiche scritta dal frate domenicano Jacopo da Varagine nel Duecento.

Uno degli aspetti più interessanti di quest’opera è l’idea all’origine della narrazione. Infatti Piero non ha costruito la raffigurazione pittorica della Leggenda della Vera Croce su uno o più personaggi della Bibbia o della storia. Gli affreschi della Cappella Bacci riproducono scene all’aperto, di corte e di battaglia in cui il vero protagonista è il legno della croce di Gesù. Quello dell’Albero Sacro che ridà la vita.

Per seguire il racconto non potrai contare sull’ordine cronologico delle sequenze. Piero preferì sacrificare la “leggibilità” a vantaggio della simmetria, disponendo i riquadri su tre livelli distinti. Un’idea molto moderna, non credi?

L’eleganza dei tratti, i panneggi e i movimenti curati nei minimi dettagli, la padronanza della luce e del colore si combinano in uno spettacolo emozionante. Contemplando la Leggenda della Vera Croce lasciati guidare in un itinerario senza tempo tra storie antichissime, credenze religiose e suggestioni del passato.

Vuoi conoscere un paio di segreti?

Due curiosità sugli affreschi della Leggenda. Voltati verso la parete sinistra della Cappella Bacci e osserva l’affresco sul rinvenimento delle croci di Cristo e dei ladroni. La città sullo sfondo – in teoria Gerusalemme – somiglia tantissimo ad Arezzo, con l’inconfondibile profilo del Duomo.

In più, l’affresco che illustra l’incontro tra Salomone e la Regina di Saba contiene un presunto autoritratto di Piero. Dovrebbe essere l’uomo con il cappello nero che guarda dritto verso di te a sinistra della scena.

La leggenda della Vera Croce
Uno degli aspetti più interessanti de “La leggenda della Vera Croce” è l’idea all’origine della narrazione.

Sansepolcro, terra di Piero

La seconda parte della tua full immersion nell’arte di Piero della Francesca si svolge in Valtiberina. Partiamo da Sansepolcro, conosciuta in zona anche come il Borgo. Ti trovi nella cittadina natale di Piero: il Museo Civico e la casa di Piero della Francesca sono le tappe imperdibili della tua visita.

Quel palazzo nel cuore di Sansepolcro

Un edificio di tre piani in via Niccolò Aggiunti 71 è l’unico esempio del genio del celebre pittore applicato all’architettura. Piero, che venne alla luce lì, una volta diventato un artista affermato decise di ristrutturarlo completamente. Ciò che vedi oggi è il risultato di quell’intervento.

La casa natale di Piero è la sede della Fondazione Piero della Francesca. Potrai trascorrere tempo di qualità nel piccolo museo e seguire degli interessanti percorsi interattivi ospitati all’interno del palazzo.

Sapevi che Piero è stato pure un matematico? Qualunque sia la risposta, qui approfondirai la tua conoscenza dell’illustre ex proprietario di casa insieme a quella di altri due cervelloni: Leonardo da Vinci e Luca Pacioli.

Il Polittico della Misericordia e la Resurrezione, i capolavori del Museo Civico

Poco distante dalla casa natale di Piero c’è il Museo Civico, che conserva due opere d’arte dal valore inestimabile. Acquista il biglietto d’ingresso e dimenticati il concetto di fretta. Piero si merita tutto il tempo che serve per rubarti definitivamente il cuore.

Il Polittico della Misericordia è frutto di uno dei primi incarichi affidati a Piero per Sansepolcro. Pare che l’abbia consegnato al committente, la Confraternita della Misericordia locale, con “appena” quindici anni di ritardo.

La sua struttura ricorda un po’ un puzzle, perché è formata da cinque grandi pannelli, una predella e undici tavolette. Questo dipinto è stato trasferito più volte prima di arrivare nella sala del Museo Civico che gli è stata dedicata.

L’espressione solenne del viso di Maria ha un fascino magnetico. Fatti rapire dalla distesa dorata dello sfondo e dalla potenza iconografica della protezione del mantello, che qua trova una delle sue più riuscite rappresentazioni.

Sembra che Piero della Francesca avesse una sorta di fissazione per gli autoritratti. C’è chi ha ipotizzato che si sia dipinto pure qui (sarebbe la persona a destra, che guarda la Vergine con il volto quasi frontale all’osservatore). E forse per i fedeli in preghiera l’artista ha preso spunto dalla fisionomia dei suoi familiari.

La Resurrezione, l’altro capolavoro conservato qui, ti attende nella Sala dell’Udienza. Anche se avessi sbirciato qualche foto sul web, vederla dal vivo sarà tutta un’altra cosa.

La prima figura che ti colpirà sarà quella del Salvatore. Gesù esce dal sepolcro e tiene in mano un vessillo con la Croce di San Giorgio, l’insegna dei crociati. Cristo divide in due lo sfondo, dove trova spazio un’allegoria del ciclo della vita. Ai suoi piedi dormono quattro soldati romani. Indovina chi è quello senza elmo appoggiato alla tomba?

Il rosso, il verde e il marrone delle vesti dei militari guidano il tuo sguardo con un’alternanza armoniosa. Nota le colonne, l’architrave e il basamento dipinti che incorniciano l’affresco e la minuzia di particolari con cui l’autore ha realizzato i capelli, le armature e gli abiti dei personaggi.

Il restauro della Resurrezione si è concluso nel 2018. Il Cristo dell’opera, definita dallo scrittore inglese Aldous Huxley la pittura più bella del mondo, è incluso nello stemma del Comune di Sansepolcro.

Nulla di strano se ti senti un po’ frastornato da tanto splendore, ma ti manca l’ultima, fantastica tappa del tour a tema Piero della Francesca.

La Resurrezione di Piero della Francesca
La Resurrezione è un capolavoro conservato al Museo Civico di Sansepolcro.

La Madonna del Parto, l’orgoglio di Monterchi

In Valtiberina c’è un piccolo borgo attorcigliato su se stesso. È Monterchi, il paese della Madonna del Parto di Piero della Francesca.

Il pittore di Sansepolcro realizzò questo affresco nella Chiesa di Santa Maria a Momentana, in cui fin dall’antichità si praticavano rituali legati alla fertilità. Dista solo un quarto d’ora a piedi dal museo – un tempo scuola elementare – dove puoi ammirarlo oggi .

Ti interesserà sapere che la madre di Piero era originaria di Monterchi. Che il pittore abbia preso spunto da lei per i lineamenti della Vergine incinta?

Entra nella saletta della Madonna del Parto. La carezza sul ventre di Maria è uno dei gesti più incantevoli che tu abbia mai visto. Verrai ipnotizzato dall’espressione della Santa Vergine, un misto di pudore, consapevolezza, sacralità e tenerezza, indefinibile ma potentissimo.

Il baldacchino, gli angeli simmetrici e speculari, l’alternanza cromatica, la raffinatezza del disegno, sono soltanto alcuni tasselli che compongono il mosaico di quest’opera straordinaria. L’emozione ce la metti tu.

Madonna del Parto di Piero della Francesca
Entra nella saletta della Madonna del Parto. La carezza sul ventre di Maria è uno dei gesti più incantevoli che tu abbia mai visto.