L’arte del ferro battuto in Casentino

L’arte fabbrile è una delle tradizioni del Casentino, in provincia di Arezzo. Discende da un sapere antico che gli esperti del mestiere si tramandano da generazioni fin dal Medioevo.

Ci sono segreti che è difficile che tu conosca se non pratichi questa attività. Dentro ai laboratori dei fabbri casentinesi il metallo viene riscaldato fino a farlo diventare incredibilmente malleabile. In questo modo i maestri del ferro riescono a piegarlo, attorcigliarlo, saldarlo e trasformarlo in capolavori da bottega.

Come una volta: la Ferriera del Bonano

Per recuperare tracce dei primi abili forgiatori del Casentino dovresti tornare indietro almeno di qualche secolo. La Ferriera del Bonano è una testimonianza preziosa in questo senso.

Si trova all’interno di un casale privato (purtroppo non visitabile) fra Salutio e Talla, nel Comune di Castel Focognano. Si tratta di un’officina del Cinquecento da cui uscivano soprattutto attrezzi da contadini. Gli operai impiegavano macchinari che sfruttavano l’energia meccanica dell’acqua del torrente Faltona.

Pensa che è stata attiva fino agli anni ‘70. Pare che chi la inaugurò, nel XVI secolo, fu sollevato dall’obbligo di pagare i dazi per l’uso dell’acqua. Così si era deciso ai piani alti del Granducato di Toscana per incentivare questa occupazione.

Fai uno sforzo di fantasia per immaginarti com’era. Un’orchestra in cui il suono di trapani, seghe e mole in azione si accompagnava agli schianti del maglio, un martellone con più di tre metri di manico. Il fabbro spostava a suo piacimento il ferro arroventato sotto la testa di questo strumento, pesante 150 chili circa. E il maglio, a forza di colpi ripetuti e veloci, lo modellava a regola d’arte.

Stia, capitale dell’arte fabbrile

Ma nel presente? In Casentino sono tante le piccole aziende di artigianato che realizzano pezzi di arredamento mescolando tradizione e accorgimenti frutto dell’innovazione.

Insomma, il ferro battuto fa parte dell’identità di questa vallata. È la ragione per cui nel paese di Stia, a circa 50 minuti d’auto da Arezzo, si svolge la Biennale Europea d’Arte Fabbrile.

Mostra Mercato nel salone a volta del Lanificio
Solo partecipando alla Biennale o visitando le botteghe dei fabbri casentinesi puoi cogliere il vero significato del ferro battuto per il territorio.

Ferro e Panno Casentino, l’orgoglio di Stia

Il Casentino è conosciuto come una zona tranquilla. Un rifugio di pace ideale per trascorrere una vacanza appartata, poco affollata. La vita scorre lenta e rilassata nei borghi e nelle cittadine della valle. Ma, in corrispondenza di certe occasioni, queste località si accendono di voci e movimento.

È una vivacità che dona molto a Stia, un centro con un passato da mercatale e polo di lavorazione della lana. Devi sapere che il tessile e il ferro battuto sono praticamente da sempre i cavalli di battaglia dell’economia locale. Oltre al Panno Casentino, che ha una storia davvero interessante, l’abilità dei fabbri dei dintorni è motivo di vanto per gli abitanti del posto.

Pure nella Divina Commedia si è impressa l’orma di secoli di familiarità del territorio casentinese con il ferro. Durante il suo viaggio letterario nell’Aldilà, il poeta Dante Alighieri incontra Mastro Adamo. È un famoso falsario di fiorini che, dannato all’Inferno, racconta di aver taroccato monete al servizio dei Conti Guidi nel Castello di Romena, un gioiello di architettura che vedrai ergersi su un colle di Pratovecchio, a una manciata chilometri da Stia.

La Biennale Europea d’Arte Fabbrile di Stia 

Ogni due anni, Stia si riempie di bagliori. Sono le scintille del fuoco e i lampi di bravura che porta in paese la Biennale Europea d’Arte Fabbrile. La manifestazione ha due “papà”: Pier Luigi della Bordella e Ivan Bruschi

Hai già sentito nominare quest’ultimo? Hai avuto modo di visitare la casa museo a lui intitolata? Si tratta del collezionista ideatore della celebre Fiera Antiquaria di Arezzo, il primo mercato all’aperto del settore in Italia. Due eventi simbolo per le rispettive comunità sono diventati così protagonisti di un dialogo a distanza tra Stia e il capoluogo.

L’edizione numero uno della Biennale Europea d’Arte Fabbrile si è svolta nel 1976. Da allora, con regolarità, il meglio delle creazioni in ferro battuto ha preso possesso degli scorci più belli di Stia, attirando un pubblico di tutte le nazionalità.

Abilità e stili diversi si incrociano nel centro storico di una piccola cittadina toscana ai piedi delle montagne. Se la fortuna ti ha guidato in terra di Arezzo quando si tiene questo raduno, la Biennale ha le carte giuste per scalare la classifica delle tue mete preferite.

Vedrai Stia vestita a festa, animata dagli allegri tonfi metallici di martelli contro incudini. È la colonna sonora prodotta dagli artisti del ferro che si danno appuntamento qui per aggiornarsi, ispirarsi e competere.

L’iniziativa ospita anche il campionato del mondo di forgiatura e un concorso internazionale di progettazione e disegno. Sfide a cui si sommano un contest di scultura e uno di fotografia. Ecco spiegato il perché dell’atmosfera elettrizzante che avvertirai nell’aria!

campionato del mondo di forgiatura a stia
La Biennale ospita anche il campionato del mondo di forgiatura.

Lasciati conquistare da questa magia casentinese. Potrai passeggiare tra installazioni e opere d’arte inimitabili. Scegli gli appuntamenti che ti appassionano di più nel ricco programma di convegni, incontri dedicati al cibo ed eventi musicali.

Assistere dal vivo a una forgiatura “vecchia maniera” è uno spettacolo che ruba il cuore. Non perderti questo show in cui l’artigianalità rinnova la sua eccellenza. Solo partecipando alla Biennale o visitando le botteghe dei fabbri casentinesi puoi cogliere il vero significato del ferro battuto per il territorio. 

Un “fatto a mano” che sconfina nell’arte, portavoce di una bellezza immutata nei secoli. L’autenticità di Arezzo non stanca mai.