La Valdichiana da non perdere

Il nostro tour di oggi ci porta nella parte meridionale del territorio aretino, in una valle fertile e vocata all’agricoltura che deve il suo nome alla Chiana, il corso d’acqua – oggi canale artificiale – che la attraversa.

Quando si parla di Valdichiana la domanda è sempre la stessa: da dove cominciare? Questa vallata della provincia di Arezzo è così ricca di meraviglie che non è facile decidersi. Intanto eccoti alcune coordinate utili per orientarti. Cortona, Castiglion Fiorentino, Monte San Savino, Civitella, Foiano della Chiana e Lucignano saranno i tuoi punti di riferimento. 

Da palude a giardino di Arezzo, com’è cambiata la Valdichiana

L’antico fiume Clanis ha una storia molto particolare. È impossibile riassumerla in poche righe, ma la cosa più importante da sapere è che in passato qui c’era una grande palude. La splendida campagna che ti accompagnerà durante la tua vacanza da queste parti è il risultato della bonifica avvenuta fra Ottocento e Novecento.

Nel 2020 il paesaggio della bonifica leopoldina è entrato a far parte del registro dei Paesaggi Rurali Storici. Una bella corona per questo regno di vigneti, frutteti, oliveti e vivai dove la modernità non ha cancellato le antiche tradizioni contadine.

A spasso in terra d’Arezzo, ecco il tour che fa per te

In Valdichiana potrai regalarti fantastiche escursioni in mezzo alla natura e visitare le tantissime attrazioni che le sue località ti offrono. Oltre agli scorci da cartolina di casali, campi e colline, scoprirai borghi deliziosi e affascinanti architetture del passato.

Eccoti qualche suggerimento per un itinerario suggestivo e per niente scontato. Un percorso in quattro tappe consigliato specialmente a chi vuole evitare le rotte del turismo di massa. Senza rinunciare, però, allo charme inimitabile della Valdichiana.

Il Castello di Montecchio Vesponi. Benvenuto a casa di Giovanni Acuto

Fra Arezzo e Castiglion Fiorentino incontrerai uno strepitoso maniero. Le torri e i merli delle sue mura caratterizzano il panorama che circonda la fortezza. Il Castello di Montecchio Vesponi sorge in cima a una collina, nel punto in cui la Valdichiana si congiunge alla Val di Chio.

Abbraccia con lo sguardo il perimetro della scenografica cinta muraria, che racchiude il cassero e una torre di circa 30 metri. Per quanto sono conservati bene diresti che li hanno costruiti da poco, vero? Invece la prima struttura fortificata fu eretta nell’XI secolo

Dopo la Battaglia di Campaldino del 1289 (quella in cui combatté anche Dante Alighieri nello schieramento nemico agli aretini), il castello è finito sotto il controllo di Firenze.

Ogni dicembre, da più di vent’anni, sul poggio di Montecchio Vesponi viene allestito un enorme impianto di luminarie a forma di albero di Natale di cui la gente del posto va molto fiera. Ma ci sono almeno altri due motivi per cui vale la pena includere questa destinazione nella tua gita in Valdichiana. 

Numero uno: la roccaforte compare in alcune opere del pittore Beato Angelico. In più sappi che, verso la fine del Trecento, chi cercava i servigi di John Hawkwood poteva trovarlo proprio a questo indirizzo. In Italia è meglio conosciuto con il nome di Giovanni Acuto, un temibile condottiero mercenario passato alla storia per la sua crudeltà. 

Il Castello di Montecchio Vesponi gli fu donato dai fiorentini come ricompensa per il suo operato. Una residenza di tutto rispetto per un sanguinario capitano di ventura. Brividi, eh?

Castello di Montecchio Vesponi
Il Castello di Montecchio Vesponi sorge in cima a una collina, nel punto in cui la Valdichiana si congiunge alla Val di Chio.

Abbazia di Farneta, un diamante custodito dai monaci

Cambia totalmente genere con l’Abbazia di Farneta. Ti devi spostare verso Cortona per ammirare questo edificio intitolato a Santa Maria Assunta.

Oasi di pace e spiritualità nella campagna, è la più antica chiesa romanica del territorio di Arezzo. Fu fondata dai monaci benedettini tra il IX e il X secolo, poi è stata gestita dagli olivetani. Vengono le vertigini a pensare da quanti secoli le sue pietre danno conforto e speranza ai fedeli.

La sua cripta è stata riscoperta soltanto nel Novecento ed è uno dei punti di forza dell’abbazia. La sobrietà degli interni dà enfasi all’atmosfera di raccoglimento fuori dal tempo di questo edificio. 

Vuoi un consiglio? Evitati lo spoiler guardando le foto disponibili in rete. Lasciati sorprendere dallo spettacolo che ti attende. Fidati, non te ne pentirai.

Abbazia di farneta
L’Abbazia è la più antica chiesa romanica del territorio.

Lucignano, un borgo da sogno

La tua prossima destinazione si trova su un’altura che era al confine dei possedimenti di Arezzo, Firenze, Siena e Perugia. Lucignano è una perla della Valdichiana. Non a caso vanta la Bandiera Arancione del Touring Club Italiano e rientra nell’elenco dei Borghi più Belli d’Italia.

Una passeggiata è il modo migliore per esplorare questo borgo medievale le cui origini si perdono nell’epoca etrusca. È strutturato a forma di ellisse ad anelli concentrici e il suo cuore corrisponde a piazza del Tribunale, dove sono radunati i tre edifici principali di Lucignano. 

Comincia dalla Chiesa di San Francesco, che risale al XII secolo. La facciata in stile gotico a bande orizzontali è in travertino e arenaria locale. Fra le varie opere d’arte che ti aspettano lì dentro, un polittico raffigurante una Madonna che sorregge il castello di Lucignano.

A cento metri di distanza c’è la Collegiata di San Michele Arcangelo, costruita nel Cinquecento. Sicuramente noterai la sua magnifica scalinata a ellisse, che richiama l’urbanistica del borgo. Fai un salto anche all’interno dell’edificio, di un’eleganza un po’ austera. Il profilo imponente di questa chiesa ti rimarrà impresso nella mente come uno dei simboli di Lucignano.

Non perderti assolutamente il Museo Comunale. Il suo pezzo forte è l’Albero d’Oro, l’unico reliquiario al mondo che abbia la forma di una pianta. Ci credi che per realizzarlo i suoi autori, Ugolino da Vieri e Gabriello D’Antonio, ci hanno messo in totale 121 anni (dal 1350 al 1471)? Si dice che porti fortuna alle coppie promettersi amore eterno davanti a questo eccezionale capolavoro.

L’Albero d’Oro e la Maggiolata, una festa con sfilata di carri ricoperti di fiori che si tiene in primavera, sono le due ragioni fondamentali per cui Lucignano è così rinomata.

L’Albero d’Oro di Lucignano
L’Albero d’Oro è l’unico reliquiario al mondo che abbia la forma di una pianta

Foiano della Chiana. Cosa vedere nel paese del Carnevale più antico d’Italia

Un grappolo di tetti rossi sulla collina, ed ecco Foiano della Chiana. Questa cittadina vivace, dalla spiccata identità agricola, è una chicca del tuo itinerario in provincia di Arezzo. La Valdichiana ti svelerà il suo volto più autentico, costellato di tesori.

Se sei un tipo sportivo, puoi arrivarci dal Sentiero della Bonifica, un percorso ciclopedonale che collega Chiusi alla periferia di Arezzo e passa a pochi chilometri da Foiano della Chiana. 

Altrimenti puoi cimentarti nel percorso naturalistico da San Francesco a Santo Stefano alla Vittoria di circa cinque chilometri. Nei pressi del centro abitato c’è pure un cimitero militare inglese perché, durante la Seconda Guerra Mondiale, questo territorio ha contato parecchi caduti tra gli Alleati.

Conosci le ceramiche dei Della Robbia? Qui le opere di questa famiglia di scultori ti lasceranno a bocca aperta. Ce ne sono tante nel paese, nella Chiesa di Sant’Eufemia e in quelle di San Francesco e di San Michele Arcangelo

Sempre parlando d’arte, vai a vedere dal vivo la stupenda Incoronazione della Vergine con angeli e santi del pittore Luca Signorelli nella Collegiata di San Martino.

La Torre Civica, il Palazzo Granducale e il Teatro Garibaldi sono solo alcuni degli edifici di maggior pregio che incontrerai camminando per le vie del borgo. Le stesse strade che, da decenni, si popolano di giganti di cartapesta.

Sono i carri allegorici del Carnevale di Foiano della Chiana. Le sue prime testimonianze risalgono al 1539. Ecco perché il paese è famoso per ospitare questa manifestazione importantissima, la più antica d’Italia. Per mesi i foianesi, raggruppati in quattro cantieri rivali, si preparano per la sfida che ha luogo ogni anno nel centro storico della cittadina. Il carro più bello sarà il vincitore.

Nei corsi mascherati musica, balli e costumi invadono Foiano della Chiana e le figure mobili montate sui carri si aggirano per le vie, sfiorando i palazzi e il pubblico in strada. Il tutto si conclude con il rogo in piazza del fantoccio di Re Giocondo, il personaggio principale di cui potrai farti spiegare la storia dagli abitanti del posto. 

Un’ebbrezza di allegria e stelle filanti che si ripete d’estate in un secondo carnevale, per salutare un’ultima volta i carri dell’inverno precedente. Se ti trovi in terra d’Arezzo nella “stagione dei coriandoli”, è un vero peccato non assistere a questa festa affascinante.