Valdichiana toscana DOC

Il Valdichiana Toscana DOC è una denominazione di origine controllata nata nel 1972 che fa riferimento al comprensorio vinicolo incluso nel territorio toscano della Val di Chiana, quello diviso tra le province di Arezzo e Siena.
Le tipologie di vino bianco – il più conosciuto è il Bianco Vergine – sono caratterizzate da vitigni autoctoni DOC, come Trebbiano toscano, Malvasia bianca lunga e Grechetto, ai quali si sono aggiunti nel tempo Chardonnay, Pinot bianco e Pinot grigio. Il Valdichiana Toscana DOC bianco si abbina con pesce al forno o alla griglia, antipasti di pesce e primi piatti di pesce. Le varietà citate servono anche per lo spumante e il vino frizzante, e se sono raccolte a piena maturità per essere messe ad appassire alcuni mesi, diventato fondamentali per la produzione di Vin Santo. Le tipologie di rosso e rosato hanno il Sangiovese come vitigno base, a cui vengono abbinate varietà a uva nera autoctone, come il Canaiolo nero, o internazionali. Il Valdichiana Toscana DOC rosso, dal colore rubino intenso, sta bene con primi piatti a base di carne, carne arrosto o alla griglia e formaggi di media stagionatura, mentre il rosato è perfetto per antipasti e carni bianche. La storia del vino in Val di Chiana ci porta indietro all’epoca etrusca, quando nelle colline della zona l’antico popolo coltivava con sapienza la vite.
Nel I secolo d.C., Plinio il Vecchio, descrive la qualità del vino rosso Talpone e del vino bianco Ethesiaca. L’importanza della vite in questo territorio nel medioevo si desume dalle numerose disposizioni a protezione delle vigne contenute nello Statuto del Comune di Arezzo del 1327, le quali proibiscono la caccia all’interno dei vigneti e impongono di tenere i cani legati durante la maturazione delle uve. Nel primo Quattrocento i vini locali vengono citati come pregevoli dal novellista lucchese Giovanni Sercambi. Nel Cinquecento è Sante Lancerio, bottigliere del Papa Paolo III Farnese, che descrive il bianco della Val di Chiana particolarmente amato dal pontefice. Nel Seicento è la volta del medico, scienziato e letterato aretino Francesco Redi, che nel suo “Bacco in Toscana” celebra i vini della regione e dedica ampio spazio a quelli locali.
Ai primi del Novecento vengono definite le caratteristiche organolettiche del Bianco Vergine, il principe dei vini bianchi chianini, dal tipico colore paglierino con riflessi verdognoli e il sapore asciutto, con lieve retrogusto di mandorla amara. Oggi i prodotti sono tutelati dal Consorzio Vini Valdichiana Toscana.

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