Valdarno di Sopra DOC

Il Valdarno di Sopra DOC comprende le tipologie di vino bianco, bianco spumante, rosato, rosato spumante e Rosso. I vitigni di riferimento sono Sangiovese, Merlot, Cabernet Sauvignon, Chardonnay, Sauvignon, Cabernet franc e Syrah. A essi va aggiunto il vino passito, ottenuto da uve a bacca bianca. La zona di produzione comprende i comuni di Bucine, Castelfranco Pian di Scò, Castiglion Fibocchi, Cavriglia, Civitella in Val di Chiana, Laterina Pergine, Loro Ciuffenna, Montevarchi, San Giovanni Valdarno e Terranuova Bracciolini.
I vini rossi si abbinano a portate di carne arrosto o alla griglia, selvaggina e formaggi di media stagionatura o stagionati, mentre i vini bianchi vanno bene con pesce al forno o alla griglia, antipasti di pesce e primi piatti di pesce. I rosati si accompagnano con antipasti e carni bianche, mentre gli spumanti sono ottimi come aperitivi. Il passito, infine, è ottimo con biscotti, pasticcini e formaggi erborinati. La coltivazione della vite è già attestata nella zona dal IV secolo a.C. grazie al popolo etrusco. Nel I secolo d.C. Plinio il Vecchio, nella sua “Naturalis Historia”, indica il Valdarno come uno dei migliori territori per la produzione viticola dell’epoca e la vocazione rimane anche in epoca medievale. Nel Catasto Fiorentino del 1427 sono presenti valutazioni di merito sulla qualità del prodotto ottenuto nelle diverse zone del Valdarno e sulle quotazioni del vino, ma è tra XVI e XVIII secolo che si giunge a una viticoltura più scientifica e imprenditoriale, con l’incremento delle coltivazioni. Nel 1716 il Granduca di Toscana Cosimo III de’ Medici prova a regolamentare la produzione, focalizzandosi sulle quattro zone viticole dello Stato dove si producono i vini di qualità: il Chianti, il Pomino, il Carmignano e il Valdarno di Sopra. Le prime tre indicazioni territoriali saranno poi comprese fra le denominazioni istituite dagli anni Sessanta, mentre del Valdarno di Sopra si perdono le tracce. Grazie a un gruppo di produttori locali, consapevoli delle potenzialità del territorio, nel Valdarno aretino si cominciano a produrre, nei decenni a seguire, vini di alto profilo qualitativo con il Sangiovese e altri autoctoni vitigni come Pugnitello, Trebbiano, Malvasia Nera o bianca, ma anche con vitigni alloctoni, come Merlot, Syrah, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e, fra le varietà a bacca bianca, lo Chardonnay. Nel 2011 nasce finalmente la denominazione Valdarno di Sopra DOC, che ribadisce una qualità di vino già conclamata, oggi valorizzata dall’omonimo Consorzio di Tutela.

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