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L’olio extra vergine di oliva toscano

Assieme alla vite, l’olivo caratterizza il paesaggio rurale toscano da secoli. Le origini della pianta, diffusa in tutto il Mediterraneo, sono antichissime ed è per questo che da sempre l’olivo è al centro di simbologie e leggende. Emblema di pace per eccellenza, la pianta rappresenta in varie culture anche la saggezza, la sapienza, la gloria e la prosperità. Secondo la mitologia greca l’olivo nacque grazie alla disputa tra Atena e Poseidone per la creazione del dono più prezioso da regalare agli uomini. Nell’Antico Testamento biblico, invece, la colomba che alla fine del Diluvio Universale porta a Noè un segno di riconciliazione tra cielo e terra, ha nel becco proprio un ramoscello di questa pianta. Anche ad Arezzo e nel suo territorio l’olivo è coltivato dai tempi remoti, ma si può parlare di olivicoltura dall’VIII secolo, in particolar modo grazie ai monaci benedettini che diffondono i vari impieghi alimentari dell’olio. In epoca più recente, bisogna ricordare che già nel corso dell’Ottocento l’Accademia dei Georgofili studia le caratteristiche peculiari dell’olio d’oliva aretino. Agli inizi del Novecento viene istituita nel territorio una Cattedra ambulante di agricoltura, con il compito di diffondere l’istruzione tecnica fra gli agricoltori e promuovere il progresso tecnologico anche nella coltivazione dell’olivo e nella raccolta e molitura dei suoi frutti. Dal secondo Dopoguerra l’olivicoltura per Arezzo e provincia continua a rappresentare un aspetto fondamentale dell’economia agricola locale che non conosce cedimenti e l’olio prodotto si impone, decennio dopo decennio, per le sue qualità. Nel territorio provinciale i genotipi di olivo più diffusi sono il Frantoio, il Moraiolo e il Leccino, che rappresentano l’80% del patrimonio varietale, ma sono presenti anche altre varietà come il Morchiaio, il Morcone e il Morchione. La raccolta delle olive va da ottobre a dicembre e fino a pochi anni fa, nei piccoli poderi terrazzati dei colli aretini, rappresentava un vero e proprio rito che riuniva intere famiglie armate di teli e rastrelli. La frangitura avviene in tempi brevissimi dopo la raccolta e questo contribuisce a mantenere inalterate le qualità organolettiche dell’olio extravergine aretino, dal tipico fruttato verde, dal profumo intenso e con un giusto equilibrio tra piccante e amaro, caratteristiche esaltate dall’alta carica di polifenoli. Per il suo elevato standard qualitativo l’olio aretino è uno dei più apprezzati della Toscana, un vero e proprio “oro verde” che gli amanti dell’oleoturismo conoscono bene.

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