Alle origini del Sangiovese

Il Sangiovese è il vitigno a bacca nera più diffuso in Toscana ed entra negli uvaggi dei più prestigiosi vini della regione come il Brunello di Montalcino, il Chianti, il Vino Nobile di Montepulciano, il Morellino di Scansano e il Carmignano. Secondo una nota congettura il nome deriverebbe dalla combinazione delle parole latine “sanguis” (sangue) e “Jovis” (Giove), a testimonianza della sua forza e vitalità, e proverrebbe da Monte Giove in Romagna Un’altra ipotesi collega il nome a San Giovanni Valdarno. Anche le origini sono incerte. Nel 1622 è citato da Giovan Vettorio Soderini nel suo trattato “Coltivazione toscana delle viti e d’alcuni alberi” come “Sangiocheto” o “Sangioveto”, mentre un atto notarile ritrovato nell’Archivio di Stato di Faenza parla esplicitamente di Sangiovese. Il vitigno è probabilmente già presente tra gli etruschi, che dalla zona sub appenninica a nord del Tevere e a sud dell’Arno lo avrebbero diffuso anche in Emilia e Romagna durante la loro espansione. Quando si parla di Sangiovese si fa riferimento a un gran numero di varietà di vitigni presenti in tutta Italia. In Toscana se ne distinguono due grandi famiglie: il Sangiovese Grosso e il Sangiovese Piccolo. Il Sangiovese è un vitigno adattabile a tipi diversi di terreni, ma sembra prosperare in quelli con un’alta concentrazione di calcare, dai quali nascono uve per vini eleganti con aromi potenti. Nella regione del Chianti Classico, il Sangiovese prospera sul terreno argilloso scistoso altamente friabile noto come galestro. Nel territorio di Montalcino è presente un’alta percentuale di suoli di alberese a base calcarea alternati a depositi di galestro, un habitat da cui nasce un rosso fra i più apprezzati al mondo per struttura, pienezza di gusto, eleganza e capacità di invecchiamento. Le zone minori della denominazione generica Chianti sono prevalentemente argillose, con l’alberese e galestro, e producono vino di alta qualità.
L’uva richiede una lunga stagione di crescita, in quanto germoglia presto e matura lentamente. I raccolti in Italia iniziano tradizionalmente dopo il 29 settembre, con la vendemmia moderna che spesso si svolge nella seconda metà di ottobre. Simbolo del vino toscano e più in generale italiano nel mondo – l’11% della superficie viticola nazionale è coltivata con questo vitigno – negli ultimi anni il Sangiovese si è diffuso con successo anche oltre oceano, in particolar modo in California.

Condividi