Eremo di Cerbaiolo

Sorto come romitorio benedettino nell’VIII secolo, secondo la tradizione per volontà del nobile Tedaldo di Città di Castello, l’Eremo di Cerbaiolo è uno dei luoghi francescani per eccellenza nella Valtiberina e dell’intero territorio aretino, dove dimorarono sia San Francesco d’Assisi, sia Sant’Antonio da Padova.

Tra il 1216 e il 1217 il complesso religioso compreso nel comune di Pieve Santo Stefano, già abbandonato da decenni dai monaci che si erano trasferiti altrove, fu donato a San Francesco, reduce dalla terza peregrinazione sul Monte Verna. Nel 1306 Cerbaiolo, fino ad allora ancora di proprietà dei benedettini, fu ceduto definitivamente ai francescani in cambio di un loro edificio a Badia Tedalda.

La chiesa dell’eremo venne dedicata al poverello d’Assisi, ma nel 1518 cambio il titolo in Santa Maria di Cerbaiolo. Fino al 1520 il sito fece parte della Diocesi di Città di Castello e con la nascita della Diocesi di Sansepolcro fu incluso in quest’ultima. Dal 1986 fa parte della Diocesi di Arezzo, Cortona e Sansepolcro.

Il romitorio valtiberino fu abitato dai francescani ininterrottamente fino al 1783, quando i frati si trasferirono a Pieve Santo Stefano. Cerbaiolo divenne così una parrocchia intitolata a Sant’Antonio da Padova.

Nel 1867 il poeta Giosuè Carducci fu ospite dell’ex eremo. Nel 1944, trovandosi sulla Linea Gotica, venne minato dai tedeschi per rallentare l’avanzata degli alleati. Dal 1950 le parti rovinate vennero ricostruite e nel 1967 Cerbaiolo fu affidato a un Istituto Secolare Francescano. Fino al 2010 Suor Chiara, un’eremita ravennate della Piccola Compagnia di Santa Elisabetta, si prese cura del romitorio con grande amore. La religiosa morì nel 2010 e dopo alcuni anni di crisi, grazie alla Fraternità di San Damiamo di Ravenna e all’impegno di volontari, il luogo tornò a essere visitabile.

Le parti più caratteristiche del complesso francescano sono il chiostro seicentesco, la Chiesa di Sant’Antonio con i portali settecenteschi e gli altari rinascimentali, il refettorio e le celle dei frati. La Cappella di Sant’Antonio, eretta nel 1716 con il fianco occidentale che poggia sulla roccia nuda, è l’edificio più conosciuto perché conserva protetta da una grata di ferro la cavità che accolse e protesse il futuro santo, svenuto dopo molte ore di preghiera. Sempre secondo la tradizione, intorno al 1230 Sant’Antonio terminò qui i “Sermoni” commissionati da Papa Gregorio IX.

Cerbaiolo è tappa fondamentale della Via di Francesco, percorso escursionistico che unisce i luoghi più significativi della vita del patrono d’Italia.

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