Montemignaio

Sorto sui resti di un castello risalente al XIII secolo, Montemignaio è uno dei borghi più caratteristici del versante casentinese del Pratomagno, raggiungibile dalla via della Consuma o partendo da Strada, nel comune di Castel San Niccolò.

Il paesaggio è caratterizzato da foreste di abeti, pini, faggi e castagni, intervallate da pascoli, terreni coltivati e pittoreschi agglomerati di case in una zona di confine tra il territorio provinciale aretino e l’area fiorentina. Diffusa è la coltivazione dall’abete, che porta a definire Montemignaio come il “paese dell’albero di Natale”.

In questa zona compresa tra il monte Secchieta – una delle cime più alte del massiccio del Pratomagno – e il valico della Consuma si stanziarono in epoca altomedioevale i longobardi e in seguito venne eretto dai Conti Guidi un fortilizio detto Castel Leone, nato come avamposto verso Firenze, di cui rimangono parti delle mura e la caratteristica torre. Nel piccolo centro storico montemignaiese sorge l’Oratorio di Sant’Agata, costruita nei primi anni del Trecento. Sulla lunetta del portale d’ingresso si osserva lo stemma dell’Arte della Lana di Firenze, che nella zona faceva affari con i tanti allevatori.

Il luogo religioso più importante di Montemignaio è la Pieve di Santa Maria Assunta, una delle chiese romaniche più belle del Casentino, sorta tra XI e XII secolo. L’edificio a tre navate è stato più volte rimaneggiato nei secoli ma conserva ancora intatto il suo fascino.

Al suo interno sono sopravvissuti resti di affreschi di fine Trecento di scuola fiorentina. Tra le opere presenti, vanno ricordate anche una tavola di primo Cinquecento con la “Vergine con il Bambino e santi” attribuita ad Antonio del Ceraiolo, una terracotta invetriata di inizio XVI secolo con la “Madonna con il Bambino tra i santi Antonio Abate e Sebastiano” della bottega di Benedetto Buglioni, qui trasferita dal tabernacolo del Docciolino, e la tavola con la “Madonna delle Calle”, attribuita a Giovanni di Francesco Toscani, databile all’inizio del XV secolo. Quest’ultima proviene dall’Oratorio di Santa Maria delle Calle, a due chilometri dal paese, realizzato con un loggiato a tre arcate grazie alle elemosine dei pellegrini che vi giungevano per venerare l’immagine mariana ritenuta miracolosa, inserita in un tabernacolo. Ci troviamo lungo un’antica mulattiera che attraverso i boschi portava dal Casentino e Montemignaio al passo della Consuma. Nell’altare seicentesco della chiesa è stata sistemata una copia dell’opera.

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