Il meglio della Valtiberina

Benvenuto in Valtiberina, un angolo di Toscana a una mezz’ora d’auto da Arezzo, che trabocca di storia, arte e natura incantevole. Preparati a lasciare un pezzo di cuore in ciascuno dei suoi borghi, capaci di stregare con vedute, tradizioni e atmosfere uniche al mondo.

La Battaglia, le mura, il Palio della Vittoria: tutto il meglio di Anghiari

Per il nostro tour della Valtiberina partiamo da Anghiari. Uno degli scorci simbolo di questa terra è lo stradone che congiunge la cittadina a Sansepolcro. Uno spettacolo che dà quasi le vertigini, se lo guardi con le spalle alla Chiesa della Croce.

Piazza Baldaccio si apre a destra del rettilineo. La riconosci dalla statua di Giuseppe Garibaldi. Curiosità: è l’unica in Italia in cui il patriota indica in direzione di Milano e non verso Roma. Sul lastricato in pietra di questa grande terrazza gli amanti del ciclismo vintage “scaldano i pedali” durante la cicloturistica L’Intrepida, in programma in autunno.

Entra da una delle tre porte delle antiche fortificazioni ed esplora il dedalo di vicoli tipici di Anghiari, uno dei borghi più belli d’Italia. Perlustrando scale e ripide viuzze potrai ritrovarti di fronte alla facciata adorna di stemmi di Palazzo Pretorio

Sei finito nei pressi della Chiesa di Santa Maria delle Grazie? Sfrutta l’occasione per dare un’occhiata alla terracotta invetriata della Madonna della Misericordia dei Della Robbia e all’Ultima Cena del pittore Giovanni Antonio Sogliani. Nel tuo girovagare potresti anche arrivare al Poggiolino, una piazzetta che d’estate diventa il palcoscenico all’aperto delle cene-spettacolo di Tovaglia a Quadri

La battaglia di Anghiari: Firenze sconfigge Milano

Le maestose mura ti offrono un affaccio fantastico sulla pianura dove nel 1440 i fiorentini sconfissero i milanesi nella celebre battaglia di Anghiari. Questo scontro era il soggetto della pittura murale incompiuta di Leonardo da Vinci in Palazzo Vecchio a Firenze e gli è stato dedicato il Museo della Battaglia e di Anghiari.

Non ti puoi sbagliare: ha sede nel Palazzo del Marzocco in piazza Mameli ed è l’unico centro di documentazione sul dipinto scomparso del genio di Vinci. Qui divertiti a ricostruire le fasi del combattimento grazie ad un dettagliatissimo plastico. Interessante anche una raccolta di antiche armi da fuoco anghiaresi finemente decorate, esposta all’ultimo piano.

Ora esci dal museo e vai a vedere dal vivo i luoghi della famosa battaglia in Valtiberina. Cerca la Maestà di Santa Maria, un piccolo tabernacolo costruito nel 1441 proprio nel luogo in cui fu combattuta la battaglia. Da qui parte il Palio della Vittoria, una storica corsa a piedi che si tiene ogni anno il 29 giugno e ha il traguardo nel centro del borgo.

Nelle vicinanze di Anghiari non perderti il Castello di Montauto, ricostruito sulle rovine di una torre longobarda. La vetta del Monte Acuto su cui sorge ti regala lo stesso panorama che vide San Francesco, più volte ospite qui nel corso dei suoi pellegrinaggi.

Anghiari
Anghiari è ufficialmente riconosciuto come uno de “I borghi più belli d’Italia”

Sansepolcro: cosa fare e vedere nella città di Piero

Sempre nella provincia di Arezzo non puoi perdere Sansepolcro, città natale del matematico Luca Pacioli e del gigante della pittura rinascimentale Piero della Francesca

La visita al borgo inizia dal Museo Civico. Qui, oltre alle opere di altri importanti artisti, la grandezza di Piero si esprime nei suoi capolavori. Sono il Polittico della Misericordia e la Resurrezione (il secondo è esposto nella Sala dell’Udienza insieme ad altri due affreschi raffiguranti San Giuliano e San Ludovico).

Vicino al Museo Civico incontri piazza Torre di Berta, che prende nome da un campanile distrutto nella Seconda Guerra Mondiale che era l’emblema di Sansepolcro. Immaginati i colori e il brio di questo luogo a settembre, quando c’è il Palio della Balestra. In quell’occasione i tiratori di Gubbio sfidano quelli biturgensi in una manifestazione che si ripete tutti gli anni dal Quattrocento.

La casa natale di Piero della Francesca ti consente di approfondire quello che sai sul più illustre cittadino di Sansepolcro. Il palazzo fu ristrutturato secondo le sue stesse direttive. L’edificio ospita il museo, i percorsi interattivi e la sede della Fondazione Piero della Francesca.

Nella tua visita a Sansepolcro non dimenticarti dell’Aboca Museum: questo museo delle erbe ti coinvolge in un viaggio speciale. Nelle stanze di Palazzo Bourbon del Monte erbari, mortai, ceramiche, bilance e recipienti di tutte le dimensioni ti accompagnano nel mondo delle piante e delle pratiche secolari con cui l’uomo le ha impiegate in medicina, cucina, cosmesi.

L’arte contemporanea ha preso casa in questa antica cittadina della Valtiberina. Vai a caccia delle opere di street art sparse per Sansepolcro e fatti stupire dalle sperimentazioni custodite da CasermArcheologica in Palazzo Muglioni.

A Badia Tedalda, tra meraviglie naturali e “di bottega”

Ormai avrai capito che tra la Valtiberina e l’arte c’è un legame strettissimo. Prendi Badia Tedalda, per esempio. Nel suo territorio le tinte brillanti delle terrecotte invetriate dei Della Robbia si fondono con la magia dei boschi dell’Alpe della Luna.

La ricetta misteriosa delle robbiane è un segreto tuttora intatto. Lo trovi racchiuso nei lavori di Santi e Benedetto Buglioni nella Chiesa di San Michele Arcangelo, ma potrai imbatterti in altri splendidi esempi del genere nella Chiesa di San Tommaso a Monte Botolino e in quella dei Santi Pietro e Paolo a Fresciano.

Assapora il privilegio di percorrere a piedi, in MTB o a cavallo i sentieri della Riserva Naturale dell’Alpe della Luna. Un autentico Eden nel cuore dell’Appennino, ricco di sorgenti e corsi d’acqua. Raccogliere funghi, tartufi e frutti selvatici o fotografare con facilità gli animali del bosco sono solo alcune delle esperienze emozionanti che potrai portare a casa dopo la tua escursione.

 

E-Bike nell'Alpe della Luna
Assapora il privilegio di percorrere a piedi, in MTB o a cavallo i sentieri della Riserva Naturale dell’Alpe della Luna.

Caprese Michelangelo, il paese delle castagne

Caprese Michelangelo è una tappa fondamentale in un soggiorno ad Arezzo. All’interno del suo castello secolare si trova il Palazzo del Podestà, dove nel 1475 nacque Michelangelo Buonarroti. Misura a passi lenti la stanza dove venne al mondo questo immenso artista e la Gipsoteca, con le copie in gesso delle sue opere

Il perimetro fortificato della Rocca di Caprese accoglie pure una collezione di sculture di autori dell’Ottocento e del Novecento che adornano il giardino e le sale di Palazzo Clusini. È probabile che una scalinata collegasse al castello la Chiesa di San Giovanni Battista, dove il piccolo Michelangelo fu battezzato.

A parte che per questo mostro sacro della storia dell’arte, il borghetto è famoso per i suoi castagneti. Sapevi che in passato chiamavano i marroni che si raccolgono qui “il pane di Caprese”? Tutte le famiglie del posto riuscivano a sfamarsi grazie all’abbondanza di castagne. 

Oggi sono un prodotto DOP, conosciuto per il suo sapore particolarmente dolce. Assaggiarlo come frutto autunnale o in una pietanza preparata con farina ricavata dall’oro di Caprese è uno dei must della tua visita in questo piccolo paradiso di quiete.

Valtiberina mistica: due eremi da non perdere

Attraversare i paesaggi della Valtiberina potrebbe darti l’impressione di una specie di viaggio spirituale. Più che normale, visto che ti trovi in un territorio profondamente segnato dal passaggio di San Francesco. Se desideri metterti sulle orme del Poverello di Assisi, nella valle del Tevere toscana hai solo l’imbarazzo della scelta. 

C’è il Cammino di Montecasale: dal Santuario della Verna si arriva all’eremo che dà nome all’itinerario, a più di 700 metri di altitudine. Fondato dai Camaldolesi e ceduto al santo di Assisi, questo luogo è un’oasi di pace circondata dal verde. Il suo silenzio purissimo e rigenerante ti fa sentire a casa.

Oltre all’Eremo di Montecasale, vale la pena affrontare le salite che ti guidano all’Eremo della Casella, lungo l’omonimo cammino. Sulla sommità del Monte Foresto ci sono una cappellina di pietra e un rifugio aperto a tutti i viaggiatori per mangiare e dormire. Qui potrai toccare con mano l’ospitalità incarnata da San Francesco, che si rifugiò in questo posto dopo aver ricevuto le Stigmate.

Bilance e Madonna del Parto: ecco Monterchi

Monterchi, attorcigliata intorno al castello sulla collina, merita sicuramente il viaggio. Passeggiando in questo paese medievale non lontano da Arezzo noterai l’Arco del Granaio. Fu parzialmente ricostruito dopo un terremoto che nel 1917 distrusse anche il palazzo comunale. 

Salendo alla Rocca c’è una terrazza da cui potrai riempirti gli occhi con una bella veduta sulla valle del torrente Cerfone. In questo punto panoramico si erge la torre civica, riedificata in stile razionalista in seguito al sisma.

Sei pronto a farti rapire dall’opera che ha reso Monterchi famosa in tutto il mondo? La Madonna del Parto di Piero della Francesca ti inchioderà nella stanza della ex scuola elementare – oggi museo – dove è conservata dagli anni ‘90. Piero la dipinse nella Chiesa di Santa Maria a Momentana, legata da epoche remote a riti per propiziare la fertilità. La storia appassionante e la bellezza commovente di questo affresco daranno un valore inestimabile alla tua vacanza in Valtiberina.

Fai anche un salto al Museo delle Bilance a Palazzo Massi. Qui sono in mostra 150 strumenti, collezionati da Velio Ortolani in cinquant’anni. In questo posto potrai imparare qualcosa sui vari metodi utilizzati nell’arco di sei secoli per calcolare il peso di oggetti, merci e sostanze.

Madonna del Parto
La Madonna del Parto di Piero della Francesca è una tra le più enigmatiche opere del rinascimento.

Pieve Santo Stefano, un forziere di memoria italiana 

A proposito di luoghi imperdibili, la Valtiberina non ha finito di conquistarti se non sei ancora stato a Pieve Santo Stefano, la città del Diario.

Questo centro abitato fu colpito da una terribile alluvione a metà Ottocento e nel 1944 i soldati nazisti lo devastarono con le mine. Due sciagure a causa delle quali Pieve perse arte, documenti storici, tutti i suoi edifici tranne parte di Palazzo Pretorio e le chiese. Era a rischio la sua stessa identità. 

Ora che lo sai, avventurati alla scoperta dell’Archivio Diaristico Nazionale. Questa istituzione unica in Italia, è stata fondata nel 1984 dal giornalista e scrittore Saverio Tutino per custodire diari, memorie ed epistolari di gente comune.

È una missione che porta avanti insieme al Piccolo Museo del Diario, un percorso interattivo in mezzo a quello che Tutino chiamava il “fruscio degli altri”. Impara, ricorda, rifletti ed emozionati con effetti sonori e installazioni multimediali: sono infallibili nel lasciare un segno dentro di te con le storie che ascolterai.

Forse avrai già sentito parlare del Premio Pieve Saverio Tutino, il concorso annuale per scritti autobiografici inediti. Tutta Pieve Santo Stefano vive una giornata di festa e condivisione, con la lettura in piazza di alcuni estratti dei testi finalisti. 

Fra gli appuntamenti tradizionali del calendario locale ci sono anche le due gare de Lo Spino (una per auto storiche, una per moto d’epoca e moderne) e il Palio dei Lumi, un torneo di calcio in costume in cui si sfidano ben quattro rioni.

Dulcis in fundo, arricchisci il tuo soggiorno a Pieve con una visita all’Eremo di Cerbaiolo. La sua posizione su un’altura è davvero amena e suggestiva. Una località intrisa di religiosità, in cui le pareti si confondono con la roccia retrostante. Puoi raggiungerla lungo uno dei Cammini di Francesco, quello che unisce Assisi al Santuario della Verna. “Chi ha visto La Verna e non Cerbaiolo, ha visto la madre e non il figliolo”, recita un detto su questo eremo.

Che fare alla fine del tuo giro alla scoperta della Valtiberina? Semplice: fissa bene in mente i ricordi più belli nella valle del Tevere e pianifica il tuo prossimo viaggio in provincia di Arezzo. Un pezzo di Toscana che sa farti battere il cuore.

Archivio diaristico
L’ Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano è stata creata per custodire diari, memorie ed epistolari di gente comune.