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Vasari nella sua terra natale

Sono ancora molte le tracce lasciate da Giorgio Vasari nella sua terra. Tralasciando le opere scomparse o trasferite in altri luoghi d’Italia o del mondo, i primi lavori giovanili che possiamo ammirare ad Arezzo sono il “Cristo portato al sepolcro” del 1532, destinato in origine al cardinale Ippolito de’ Medici e oggi nel Museo di Casa Vasari, e la “Deposizione di Cristo” eseguita tra il 1536 e il 1538 per la Basilica di San Domenico su commissione della Compagnia del Corpus Domini, oggi nella Chiesa della Ss. Annunziata. Per entrambe è evidente l’influenza di Rosso Fiorentino.

Al 1536-37 risale anche la cosiddetta “Pala di San Rocco” eseguita per la Compagnia di San Rocco. Oggi la tavola principale è nel Museo Nazionale di Arte Medievale e Moderna, le tavole piccole della predella nel Museo Diocesano. Nello scomparso Oratorio di San Rocco si trovavano anche alcuni affreschi staccati, attribuiti con qualche dubbio all’artista aretino. Sono un “San Rocco” custodito nel Museo di Casa Vasari e quattro “Profeti” trasferiti nella Chiesa di Santa Chiara a Monte San Savino.

Nel 1537 fu concluso il basamento in pietra dell’organo del Duomo scolpito da Pietro di Subisso e Piero Giannozzo da Settignano. Due anni prima, nel 1535, Vasari ne aveva firmato il disegno.

Tra il 1537 e il 1540 l’artista dipinse per la Chiesa dei SS. Donato e Ilariano di Camaldoli le tavole con la “Madonna con il Bambino tra i SS. Giovanni Battista e Girolamo”, la “Natività”, la “Deposizione”, i “SS. Donato e Ilariano” e i “SS. Benedetto e Romualdo”. Nella chiesa camaldolese sono presenti anche le dieci predelle della già citata “Deposizione”. Nel 1539 eseguì per la Chiesa di Sant’Agostino di Monte San Savino la “Assunzione della Vergine con i SS. Agostino e Romualdo”. Le due tavole della predella, con il “Battesimo di Sant’Agostino” e il “Martirio di San Bartolomeo”, sono visibili nel Museo di Casa Vasari.

Nel 1540 dipinse per il banchiere e mecenate Bindo Altoviti la celebre “Allegoria della Concezione”, riservata alla Chiesa dei Ss. Apostoli di Firenze. L’opera ebbe un grande successo e così l’artista e alcuni autori della sua cerchia eseguirono altre versioni del soggetto. Una di queste copie dell’anno seguente, in deposito dalla Galleria Nazionale di Palazzo Barberini, è visibile nel Museo Nazionale di Arte Medievale e Moderna.

Nel 1541 Vasari acquistò un appezzamento di terreno e una casa in costruzione nel borgo di San Vito, attuale via XX Settembre. La decorazione degli ambienti con un complesso programma iconografico iniziò l’anno successivo e andò avanti, tra interruzioni e riprese, fino al 1548. Vasari godette solo per brevi periodi della sua casa aretina, dato che gli impegni in altri luoghi d’Italia lo portarono spesso a viaggiare.

Nel 1548 eseguì il mastodontico “Convito per le nozze di Ester e Assuero”, commissionato dai monaci benedettini per il refettorio della Badia delle SS. Flora e Lucilla, oggi nel Museo Nazionale di Arte Medievale e Moderna. Nello stesso periodo dipinse per la Chiesa di San Francesco a Castiglion Fiorentino la “Madonna con il Bambino e i SS. Silvestro, Anna e Francesco”. Da ricordare, nello stesso periodo, anche lo stendardo della Compagnia di San Giovanni de’ Peducci, con la “Predica di San Giovanni Battista” su un lato e il “Battesimo di Cristo” sull’altro, oggi nel Museo Diocesano.

Tra il 1549 e il 1550 progettò il campanile a vela del Palazzo della Fraternita dei Laici di Arezzo e nel 1554 il coro ligneo del Duomo di Arezzo. Nel biennio 1554-55 fu a Cortona con il collaboratore Cristofano Gherardi, detto il Doceno, per la decorazione dell’Oratorio della Compagnia dei Gesù. I soggetti dipinti furono i “Sacrifici dell’Antico Testamento”, la “Conversione di Saulo”, la “Discesa nel Limbo” e la “Trasfigurazione”. Sempre a Cortona Vasari subentrò a Battista di Cristofanello Sensi nel progetto della Chiesa di Santa Maria Nuova. Nel 1557 eseguì la “Madonna della Misericordia” per un baldacchino processionale commissionato dalla Fraternita dei Laici di Arezzo, oggi nel Museo Diocesano.

Tra il 1563 e il 1564 progettò il complesso altare di famiglia per la Chiesa di Santa Maria della Pieve in collaborazione con il fiammingo Giovanni Stradano, oggi nella Chiesa della Badia delle SS. Flora e Lucilla. Al centro dell’altare venne inserita un’opera realizzata diversi anni prima, la “Vocazione di Pietro e Andrea” del 1551. A partire dal 1564 curò il rinnovamento del Santuario di Santa Maria delle Querce a Lucignano. Negli stessi anni, a Castiglion Fiorentino, fu realizzata la Chiesa della Consolazione e venne sistemato il Loggiato di fronte a Palazzo San Michele. Entrambi gli interventi sono attribuiti all’ambito vasariano.

Dal 1565, ad Arezzo, Vasari soprintese all’ammodernamento della Chiesa della Badia delle SS. Flora e Lucilla. Nel 1567 suggerì a Nerozzo Albergotti l’acquistò della sua “Assunzione e Incoronazione della Vergine”, eseguita l’anno prima per Filippo Salviati, che nel 1570 fu arricchita con una teoria di otto sante a mezzo busto e i santi Donato e Francesco ai lati. L’opera si fu collocata nell’Altare Albergotti della Chiesa di Santa Maria della Pieve e nel 1865 venne trasferita nella Chiesa della Badia delle SS. Flora e Lucilla.

Del 1568, per la Compagnia di San Rocco, dipinse lo stendardo processionale con “San Rocco” da una parte e “San Rocco che visita gli appestati” dall’altra, oggi è nel Museo Nazionale di Arte Medievale e Moderna. Nello stesso anno eseguì la “Pala Camaiani” per la Cappella Camaiani della Chiesa di Santa Maria della Pieve, anch’essa visibile, ma parzialmente smembrata, nel Museo Nazionale di Arte Medievale e Moderna.

Nel 1569 iniziarono i lavori per il Tempio di Santo Stefano a Pozzo della Chiana, progettato in collaborazione con Bartolomeo Ammannati, a ricordo della Battaglia di Scannagallo del 1554 che sancì la supremazia di Firenze su Siena. Nel 1571 dipinse una nuova opera per Camaldoli, “Cristo nell’orto”, collocata nella Cappella dell’infermeria del Monastero.

Nel 1572 progettò il Palazzo delle Logge di Piazza Grande. L’ultima opera è il gonfalone per la Compagnia della Ss. Trinità del 1573, la cui parte anteriore raffigura la “Ss. Trinità tra i SS. Donato, Francesco e Bernardo” ed è ubicata nella Chiesa della Ss. Trinità, mentre la parte posteriore rappresenta “Abramo visitato da tre angeli” ed è custodita nel Museo Nazionale di Arte Medievale e Moderna.

Giorgio Vasari, Palazzo delle Logge, Piazza Grande, Arezzo

Palazzo della Fraternita dei Laici, Campanile a vela (1549; su disegno di Giorgio Vasari, Arezzo)

Giorgio Vasari, Sala del Trionfo della Virtù, Museo di Casa Vasari, Arezzo

Giorgio Vasari, Convito per le Nozze di Ester e Assuero (1549; olio su tavola, 280×712 cm; Museo Nazionale d’Arte Medievale e Moderna, Arezzo)

Giorgio Vasari, Pala di San Rocco (1536-37; olio su tavola; Museo Nazionale d’Arte Medievale e Moderna, Arezzo)

Giorgio Vasari, Deposizione (1536-37; Chiesa della Ss. Annunziata, Arezzo)

Giorgio Vasari, Stendardo della Ss. Trinità, recto (1573; olio su tela; Chiesa della Santissima Trinità, Arezzo)

Giorgio Vasari, Cantoria monumentale, (1535; progetto basamento organo; Duomo di Arezzo)

Giorgio Vasari, Stendardo di San Giovanni Battista, verso (1548; olio su tela; Museo Diocesano, Arezzo)

Giorgio Vasari, Stendardo della Madonna della Misericordia (1557; olio su tela, ⌀ 192 cm; Museo Diocesano, Arezzo)

Giorgio Vasari, Altare Mausoleo (1563-64; Chiesa della Badia delle SS. Flora e Lucilla, Arezzo)

Giorgio Vasari, Vocazione dei SS. Pietro, Andrea, Giacomo e Giovanni, particolare dell’Altare Mausoleo (1551; Chiesa della Badia delle SS. Flora e Lucilla, Arezzo)

Giorgio Vasari, Pala Albergotti (1566-70; olio su tavola, 500×400 cm; Chiesa della Badia delle SS. Flora e Lucilla, Arezzo)

Le opere di Giorgio Vasari nel territorio aretino

Giorgio Vasari, Deposizione dalla croce (1540; olio su tela, 311×210 cm; Monastero di Camaldoli)

Giorgio Vasari, Madonna col Bambino tra i Santi Anna, Silvestro e Francesco (1548; olio su tavola, 194×154 cm; Chiesa di San Francesco, Castiglion Fiorentino)

Giorgio Vasari, Chiesa della Madonna della Consolazione (1565; Castiglion Fiorentino)

Giorgio Vasari, Assunzione della Vergine e i Santi Agostino e Romualdo (1539; olio su tavola; Chiesa di Sant’Agostino, Monte San Savino)

Giorgio Vasari, Tempio di Santo Stefano della Vittoria (1569; Pozzo della Chiana)

Giorgio Vasari, Chiesa di Santa Maria Nuova (1554-55; Cortona)

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