Tutti gli anni, ininterrottamente dal lontano 1594, ogni seconda domenica di settembre a Sansepolcro si disputa il Palio della Balestra. Nella splendida cornice di Piazza Torre di Berta, 160 balestrieri delle città rivali di Sansepolcro e Gubbio si sfidano come nel Rinascimento.  La gara consiste nel centrare il bersaglio, detto corniolo o tasso, con una freccia scagliata da una grande balestra detta anche "balestrone" a una distanza di 36 metri. 

Anche Piero della Francesca, genio del Rinascimento, fu un balestriere. Nel 1453 ritornò nella sua città natale, Sansepolcro, per gareggiare al Palio prendendo in possesso una delle 160 balestre di proprietà comunale. Nel Rinascimento, e ancora prima nel Medioevo, i balestrieri erano liberi cittadini che svolgevano il ruolo di riserve militari, e per mantenersi in allenamento, pronti a difendere il Borgo, si allenavano nell’arte del balestrare, gareggiando il Palio. Al vincitore andava in premio un pezzo di lana rosso, il pallium.

Ogni estate, grazie al Palio della Balestra, Sansepolcro vive una festa rinascimentale di colori, musiche, costumi e voli di bandiere. L’atmosfera è quella delle antiche giostre, di un mondo che non c’è più. Antichi riti che si compiono immutati e sanno raccontare l’animo di un luogo e della sua gente. 

Palio della Balestra