Il Museo Archeologico Nazionale “Gaio Cilnio Mecenate” ospita la Minerva
Il prezioso bronzo ellenistico, rinvenuto ad Arezzo nel 1541 e solitamente custodito a Firenze, torna finalmente nel luogo del suo ritrovamento. Le date di apertura e di chiusura dell’esposizione non sono casuali: l’apertura coincide con la festa della Madonna del Conforto e la chiusura con la Giostra del Saracino di settembre, due momenti simbolo dell’identità aretina.
La statua in bronzo, capolavoro di epoca ellenistica, fu riportata alla luce nel 1541 durante gli scavi per un pozzo nei pressi della chiesa di San Lorenzo, nel quartiere di Colcitrone. Da allora, il legame tra la dea e il quartiere è rimasto indissolubile, nonostante l’opera sia conservata permanentemente a Firenze. L’ultima apparizione della Minerva in terra aretina risale al 2017; oggi, grazie a una stretta collaborazione tra le istituzioni museali, la dea guerriera torna finalmente nella sua città natale.
Alta circa un metro e cinquantacinque centimetri, la Minerva è rappresentata con l’elmo e l’egida, la protezione sul petto ornata dalla testa di Medusa. Il bronzo, databile intorno al 300-280 a.C., sarà protagonista di un allestimento speciale che permetterà ai visitatori di ammirarne i dettagli raffinati e la maestria della fusione antica, evidenziando il ruolo centrale di Arezzo come centro d’eccellenza per la metallurgia già in epoca etrusca e romana.
La mostra rappresenta un’occasione imperdibile non solo per gli appassionati di archeologia, ma per l’intera comunità, che vede in questo prestito eccezionale un atto di valorizzazione dell’identità locale e del territorio.

L’opera sarà visibile durante i normali orari di apertura del museo.
Contatti:
+39 0575 20882
drm-tos.archeoar@cultura.gov.it

dal 15 febbraio al 6 settembre 2026
Arezzo
Museo Archeologico Gaio Cilnio Mecenate
Via Margaritone, 10