Ogni 7 agosto le celebrazioni in città e gli spettacolari fuochi d'artificio.

Il Vescovo Donato è un santo martire della Chiesa cattolica, protettore della città di Arezzo. Consacrato vescovo dal Papa nel 300 d.C. è ricordato per i numerosi miracoli, guarigioni e conversioni. Il più famoso tra i miracoli è quello del calice, che gli causò il martirio e la morte. Durante la celebrazione della messa entrarono in chiesa dei pagani che con violenza fecero a pezzi il calice di vetro. Donato ne raccolse i cocci, li rimise insieme, ma ne mancava uno. Noncurante di ciò, ci versò il vino per offrirlo ai fedeli senza che ne cadesse una goccia. Dallo stupore, i 79 pagani si convertirono al Cristianesimo. Ma questo era inaccettabile per l’imperatore Giuliano. Dopo un mese, nel 363 d.C Donato fu arrestato e ucciso per decapitazione dal prefetto di Arezzo Quadraziano. 

Il corpo di San Donato è conservato e venerato nella Cattedrale di Arezzo, nell’arca di San Donato, capolavoro della scultura trecentesca, mentre la reliquia della testa è conservata nel reliquiario nella Pieve di Arezzo.

Oggi il santo viene celebrato con due giorni di festa: il 6 agosto alle 21 in cattedrale si svolge la tradizionale offerta dei ceri seguita dagli spettacolari fuochi d’artificio al parco il Prato, che di fianco al Duomo domina dall’alto Arezzo. Il 7 agosto si celebrano numerose messe nell’arco della giornata in tutta la città.