Nel basso Casentino un'escursione tra le pievi di Capolona, piccoli scrigni di tesori da riscoprire. La Toscana da cartolina, tra ulivi, cipressi e torri che si svela passo dopo passo. Un percorso sulle tracce dell'antica "strada delle pievi", il pellegrinaggio che nel Medioevo partendo da Arezzo raggiungeva l'alto Casentino tenendo la destra dell'Arno, toccando tutte le importanti pievi medievali.  

I paesaggi da sogno, l’arte e la storia sono i protagonisti assoluti di questo tour delle meraviglie che parte da Pieve a Sietina verso la Chiesa di San Michele Arcangelo, tocca San Martino Sopr’Arno e arriva fino alla Pieve dei Santi Giovanni Battista e Marino. 

Partiamo dal Castelluccio, nella frazione di Pieve a Sietina, un borgo medievale che prende nome dall’incantevole pieve di Santa Maria Maddalena. Antichissima – le prime tracce risalgono al 1022, con le sue tre navate divise da grossi pilastri rettangolari che culminano in absidi semicircolari, è un esempio di perfetto stile romanico. Al suo interno lo sguardo è catturato dai delicati affreschi trecenteschi e rinascimentali, insieme alla incantevole vetrata cinquecentesca dedicata a Santa Maria Maddalena. A Castelluccio troviamo anche la chiesa di San Michele Arcangelo. Costruita nel Trecento, venne completamente restaurata alle fine del Settecento, quando la torre campanaria con orologio sostituì l’antico campanile a vela. L’aura di pace e mistico raccoglimento di questo luogo è imponente. L’interno ad una sola navata è impreziosito dalla grande scultura di legno dipinto della Madonna col Bambino circondata da una serie di 15 formelle dipinte con i Misteri del Rosario della seconda metà del Cinquecento di impronta vasariana.

Da Castelluccio ci dirigiamo verso la frazione San Martino Sopr’Arno, dove ci attende l’omonima pieve dei primi anni del Mille. Della struttura originale a tre navate resta soltanto l’abside semicircolare e la parete di fondo. Rimaneggiata nel XIX secolo la Chiesa di San Martino Sopr’Arno non perde il suo fascino antico e oggi si presenta ai viaggiatori in una nuova veste ottocentesca: accorciata in lunghezza, con un’abside in più che porta la data 1854, la facciata a capanna in pietra e il campanile a vela con bifore. 

 

Dulcis in fundo la Pieve dei Santi Giovanni Battista e Marino, l’edificio sacro della piccola località Pieve San Giovanni. Fondata V secolo, nel Settecento venne completamente ristrutturata, mantenendo nella attuale controfacciata i conci in arenaria di epoca romanica, ancora oggi ben riconoscibili. Al suo interno spiccano il soffitto ligneo a capriate e i due altari tardomanieristi sulle pareti laterali: in quello di sinistra è conservato un Crocifisso trecentesco. Dietro l’altare maggiore una tela seicentesca raffigura il Battesimo di Gesù. Una pieve che è un piccolo gioiello di pietra, dove possiamo restare affascinati da un suggestivo incontro di epoche e stili.

Un tour delle Pievi che svela la bellezza autentica di Capolona. Così piccola,  così ricca di bellezza mai banale. Insieme ai suoi dolci paesaggi collinari, un contrappunto di borghi di pietra e pievi dove, insieme alla natura che la fa da protagonista, non possono mancare le preziose tracce del Medioevo e del Rinascimento toscano.

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Capolona, il tour delle Pievi