Arezzo che non ti aspetti. Con le chiese e i palazzi segreti. Scrigni di tesori sconosciuti. Pitture e illusioni ottiche, in un itinerario che ci guida alla scoperta dell'oro e della magnificenza barocca toscana.

Se dici Arezzo pensi subito all’arte, ma in pochi sanno che oltre ai capolavori del Rinascimento e dell’epoca medievale Arezzo può vantare esempi d’arte e di architettura barocca di rara bellezza.

Il centro storico sembra disegnato per guidarci lungo un itinerario che tocca tutta l’Arezzo del Seicento.

Partiamo dalla Chiesa di Sant’Ignazio, che si trova tra via Carducci e via della Fiorai. Quello che abbiamo davanti è uno dei massimi esempi di sacro barocco aretino. La semplicità austera della facciata a mattoncini voluta dai gesuiti nel Seicento fa da contrasto con l’interno ricco di sontuosi stucchi e oro. Oggi la chiesa è sconsacrata e trasformata in spazio espositivo per l’arte contemporanea. 

Piccola a sconosciuta ai più è la Chiesa di San Giuseppe, incastonata tra le vie del centro. Una facciata semplice, di stampo settecentesco e un interno ricchissimo grazie alle decorazioni a stucco di Passardo Passardi.

Proseguendo per le vie della città incontriamo a pochi passi la Chiesa di S. Maria in Gradi, costruita su disegno del grande architetto Bartolomeo Ammannati. Al suo interno troviamo un ciclo di affreschi raffiguranti gli Apostoli, un suggestivo soffitto ligneo settecentesco e nelle cappelle le opere più significative qui conservate: i dipinti di Bernardino Santini e Salvi Castellucci, i migliori allievi i Pietro da Cortona. 

Pochi passi per scendere verso Piazza della Badia dove ci attende la Badia delle Sante Flora e Lucilla, chiesa ricca di capolavori rinascimentali – dipinti del Vasari e di Bartolomeo della Gatta – e barocchi: fra tutti la spettacolare finta cupola di Andrea Dal Pozzo, un dipinto capace di creare l’illusione della profondità di una vera cupola, proprio sopra l’altare di Giorgio Vasari.

Salendo in via Cesalpino troviamo la Chiesa di San Pier Piccolo, meraviglioso esempio di arte e architettura con opere e rifacimenti rinascimentali e barocchi. All’interno l’oro e il bianco degli stucchi settecenteschi di Carlo Sproni si sposa con le tele seicentesche con le Storie di Santi Serviti dipinte da Salvi Castellucci e con gli affreschi de la Samaritana al pozzo del il Miracolo dei pani di San Filippo Benizi. Del passato quattrocentesco della chiesa rimane l’affresco con la Madonna col Bambino tra i santi Girolamo e Giovanni Evangelista attribuito a un religioso dell’epoca. In sagrestia un altro tesoro: la tavola del Beato Giacomo Filippo Bertoni, del genio del Rinascimento Bartolomeo della Gatta.

Salendo per Corso Italia ci si imbatte nel monumentale Palazzo Lambardi, oggi sede del concept store Sugar, che ha saputo mantenere intatti gli elementi architettonici e artistici del passato fondendoli con l’arte e l’architettura contemporanea. una trasformazione che consacra Palazzo Lambardi nel visionario tempio della moda e dello stile ad Arezzo. 

Arrivando in Piazza Grande, Medioevo e Rinascimento la fanno da padroni, con l’impronta del Vasari che si riscontra in ogni dove: dalle Logge Vasariane al Palazzo di Fraternita, che con la sua facciata tardo seicentesca però sa regalarci una visione barocca inaspettata.

Saliamo ancora nella Arezzo alta, verso Palazzo dei Priori, sede del Comune di Arezzo. Palazzo del Trecento che nei secoli ha avuto rimaneggiamenti rinascimentali, dove troviamo gli affreschi seicenteschi di Salvi Castellucci: la Madonna e San Donato con la città di Arezzo sullo sfondo. 

Uscendo dalla cinta muraria della città attraverso Porta San Lorentino troviamo la Chiesa dei Santi Lorentino e Pergentino. La struttura originaria è del Trecento ma l’interno è settecentesco in pieno stile barocco. Il contrasto stilistico tra queste due epoche è ben visibile e regala suggestioni di rara intensità.

 

Un itinerario all’insegna della bellezza, per tutti gli amanti della pace che si sprigiona nei luoghi sacri. Dove il silenzio si fonde con la magnificenza dell’arte in tutte le sue sfumature. Chiese e palazzi degni di re e regine, meraviglie dimenticate nelle pieghe del tempo, da riscoprire passo dopo passo in un percorso da vivere al ritmo giusto. Dedicati alla contemplazione del passato dorato di Arezzo.

  • per gli amanti dell’arte e della storia
  • per gli amanti dei tesori nascosti
  • per chi cerca la bellezza nelle piccole cose
  • per chi ama passeggiare, anche in salita
  • per gli amanti del silenzio
  • per chi cerca il fascino del passato
  • per gli amanti del Barocco
  • scarpe comode
  • curiosità
  • macchina fotografica per catturare il dettaglio perfetto
Arezzo e i fasti del Barocco