Se le pietre potessero parlare racconterebbero di una Arezzo antica, più vecchia di Costantinopoli e di Alessandria d'Egitto. Città millenaria che deve i suoi primi fasti agli Etruschi, popolo del mistero, che ad Arezzo ha lasciato importantissime testimonianze.

Già a quell’epoca Arezzo era la città dell’oro, gli Etruschi piegavano il metallo prezioso a loro piacimento, con tecniche di filigrana ancora sconosciute ai giorni nostri.  Gli Etruschi furono maestri d’arte e di scienza, vasai e architetti, le cui testimonianze più belle sono raccolte nel Museo Archeologico Gaio Cilnio Mecenate, che racchiude anche i preziosi resti della Arezzo etrusco-romana. Il Museo sorge nel cuore della città, proprio al fianco dell’Anfiteatro romano

Dopo una visita all’anfiteatro e al museo, dove ammirare i buccheri neri e i “vasi corallini”  – che resero Arezzo famosa in tutto il mondo antico  – e rimanere affascinati dall’iconico Cratere di Eufronio con la su Chimera – animale mitologico simbolo dell’Arezzo etrusca, è il momento di avventurarsi per le vie del centro. 

Proprio nella parte bassa di Corso Italia ci attende un’immersione nelle fondamenta romane della città: nella sede del Monte dei Paschi di Siena i resti della pavimentazione antica e della vita dell’epoca sono riportati alla luce per affascinare i visitatori in un percorso fruibile da tutti gratuitamente. 

Salendo per Corso Italia si arriva ad incrociare via Cavour che ci conduce in Piazza San Francesco, dove c’è la Basilica che custodisce il ciclo di Affreschi della Vera Croce di Piero della Francesca. Ai piedi di questo capolavoro, sormontato dal Crocifisso del Cimabue, c’è un luogo segreto e suggestivo. Il sotto sagrato della Basilica di San Francesco è un sito singolare capace di raccontare tutta la storia della città. Nelle radici di questo luogo sacro le radici di Arezzo, con le tracce della città etrusco-romana riportate alla luce ed oggi visitabili su appuntamento grazie al lavoro dei volontari amici dell’arte.

Tornando in Corso Italia si sale fino a Palazzo Lambardi, che al suo interno custodisce i resti della pavimentazione romana della villa precedente al palazzo. Delfini, anatre e animali acquatici nei mosaici che un tempo impreziosivano le terme della abitazione patrizia. Un palazzo privato, ma aperto al pubblico gratuitamente.

Ora è il momento di salire fino al Prato di Arezzo, dove nei pressi della Fortezza Medicea troviamo numerosi resti della città etrusca e del Foro romano. Dopo questa passeggiata archeologica e panoramica si scende attraverso il quartiere di Colcitrone. Qui le pietre e le colonne degli edifici romani li ritroviamo inclusi come laterizi di recupero. Inseriti dentro le mura della città durante il Medioevo. Sono numerosi i resti romani che troviamo lungo Via Buozzi e il vicolo delle Terme fino alla Piaggia e Chiesa S.Lorenzo dove fu ritrovata la meravigliosa statua della Minerva, oggi custodita nel Museo Archeologico Nazionale di Firenze.

Un itinerario per gli amanti dell’archeologia e dei grandi popoli del passato. Per meravigliarsi nello scoprire chi eravamo e passeggiare nel tempo, immersi in una Arezzo antica e piena di fascino.

 

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Alla scoperta dell’Arezzo etrusco-romana