Terre di Arezzo

Arezzo è una gemma sospesa nel tempo, dove passato e presente si intrecciano in un’armoniosa danza. Le sue terre offrono un ampio patrimonio naturale e artistico. La città è circondata da quattro vallate: a nord dal Casentino con il territorio di Capolona ricco di arte e spiritualità, a est dalla Valtiberina, a sud dalla Valdichiana e a ovest dal Valdarno, con il borgo di Castiglion Fibocchi e la Riserva naturale di Ponte Buriano e Penna, ricchissima per biodiversità e perfetta per fare trekking lungo i suoi sentieri.

Riserva Naturale Regionale di Ponte Buriano e Penna

La Riserva Naturale Regionale di Ponte Buriano e Penna è un paesaggio toscano ricchissimo per biodiversità e con un grande legame con la storia. Grandi spazi verdi e boschi dove fare passeggiate. Sentieri accessibili per un’area di circa sette chilometri lungo il letto dell’Arno, dal ponte romanico di Ponte Buriano fino alla diga della Penna. Un trekking per ricongiungersi con la natura e trovare la giusta ispirazione. Il paesaggio vegetale è costituito da boschi di roverella e cerro e da una vasta area palustre nella porzione orientale della Riserva. Tra gli uccelli nidificanti si segnalano specie rare quali Svasso e Tarabusino. L’area, che costituisce un sistema integrato con la vicina Riserva Naturale Provinciale Valle dell’Inferno e Bandella, riveste un notevole interesse per la sosta di uccelli acquatici come
Cormorano, Airone bianco maggiore e Falco pescatore. Il Centro Visita di Ponte Buriano ospita una mostra permanente sul fiume e la sua storia, e un’altra sul rapporto tra Ponte a Buriano e Leonardo da Vinci.

Capolona

Posta nel punto secondo cui per Dante «l’Arno torce il muso agli aretini», Capolona è una destinazione diffusa, ricca di bellezze naturali e artistiche, con i suoi dolci paesaggi collinari e i borghi di pietra. Dove insieme alla natura che la fa da protagonista, non mancano le preziose tracce del Medioevo e del Rinascimento toscano. Un luogo da cartolina, tra ulivi, cipressi e torri che si svela passo dopo passo. Da Pieve a Sietina, con l’incantevole pieve di Santa Maria Maddalena, al Castelluccio, fino al vicino abitato di Pieve San Giovanni con un panorama che spazia dalla cima dell’Alpe di Catenaia fino alle colline del Chianti. San Martino Sopr’Arno, dove si trova l’omonima pieve risalente ai primi anni del Mille e il vicino centro di Bibbiano, che ha mantenuto buona parte della cinta muraria medievale, conservando una linea sobria e austera.

Castiglion Fibocchi

Il paese di Castiglion Fibocchi sorge sulle ultime propaggini del massiccio del Pratomagno, lungo l’antica Via Clodia (o Cassia Vetus). Il territorio comunale, già abitato nel I secolo a.C., attorno all’anno mille fu castello dei Conti Guidi, a guardia della strada che collegava il Valdarno al Casentino. Passò poi ai figli di Ottaviano Pazzi detto “Bocco”. Da lì il nome di Castrum Filiis Bocchi e poi, quello attuale, Castiglion Fibocchi. Tutto nell’antico borgo è legato a questa famiglia: per entrare nel centro storico si attraversa Porta Fredda, in origine
l’ingresso al castello, l’attuale Palazzo comunale fu la residenza della famiglia e anche la chiesa dei Santi Pietro e Ilario fungeva da cappella del castello. Oggi conserva un affresco del Quattrocento, probabilmente di Agnolo di Lorentino.

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