La Giostra del Saracino

“Corridor vidi per la terra vostra, O Aretini, e vidi gir gualdane, Fedir torneamenti, e correr giostra”

Canto XII Inferno, Divina Commedia, Dante Alighieri.

La Giostra del Saracino è la rievocazione storica più importante della città di Arezzo. Già Dante Alighieri nella sua Divina Commedia ne parlava, ma la Giostra del Saracino affonda le sue radici nel Medioevo. È il torneo cavalleresco che ogni anno attira nella città di Arezzo migliaia di visitatori e appassiona gli aretini. Li riunisce in Piazza Grande e per le vie del centro storico in cortei, tra voli di bandiere e festeggiamenti in puro spirito medievale. È la festa del popolo, la più amata della città, e si svolge due volte l’anno: il penultimo sabato di giugno nella sua edizione notturna dedicata a San Donato e la prima domenica settembre nell’edizione pomeridiana dedicata alla Madonna del Conforto, la protettrice della città. Nella Giostra del Saracino i Quartieri storici di Arezzo si sfidano a cavallo portando in alto i vessilli dei propri colori. Il Quartiere di Porta del Foro con i colori giallo e cremisi, il Quartiere di Porta Crucifera con i colori rosso e verde, Il Quartiere di Porta Sant’Andrea con i colori bianco e verde e il Quartiere di Porta Santo Spirito con i colori giallo blu. È una sfida tutti contro tutti, una corsa a cavallo contro il Buratto meccanico e che rappresenta l’antico nemico del Re delle Indie. Corsa dopo corsa i cavalieri brandiscono una lancia di legno per colpire il Buratto che nel braccio sinistro tiene fermo il tabellone, dove aggiudicarsi con una mira spettacolare il punteggio più alto, per vincere la tanto desiderata Lancia d’oro. La Giostra del Saracino è una manifestazione da vivere in estate durante gli eventi che precedono l’evento come la Settimana del Quartierista, la Provaccia del Saracino e la Sfilata dei figuranti della Giostra. Ma la sua trascinante energia si respira  tutto l’anno nei musei e nelle sedi storiche dei Quartieri, con itinerari dedicati al Medioevo aretino. 

Luoghi della Giostra

La Giostra del Saracino si svolge in piazza Grande ad Arezzo, una delle piazze più belle d’Italia e grazie al suo rituale tocca tutti i luoghi più belli e significativi della città di Arezzo. Le sedi storiche dei Quartieri e i loro Musei, Piazza San Domenico e Piazza san Francesco, il Corso Italia per la sfilata del corteo storico della Giostra. Piazza del Comune e la Cattedrale dei Santi Pietro e Donato. Una magia che si può vivere tutto l’anno nel Palazzo dei Priori, il Palazzo del Comune di Arezzo, dove c’è il percorso espositivo museale “I Colori della Giostra”. 

L’Anno Giostresco

Ad Arezzo è Giostra tutto l’anno. Sì perché oltre le due edizioni estive della Giostra del Saracino a giugno e settembre, questa festa si celebra tutto l’anno con un calendario ricco di appuntamenti e ritualità. A gennaio, ogni secondo sabato del mese si svolge la cerimonia dell’offerta del cero al Beato Gregorio X, affinché benedica e protegga la Giostra. A febbraio, nel primo sabato del mese, nel Chiostro del Palazzo Comunale c’è la cerimonia di premiazione dei Giostratori, i veri eroi del Saracino. A marzo, nella prima domenica del mese, nel Palazzo del Comune si svolge il premio Civitas Arretii, dedicato alle persone, istituzioni e associazioni che con il loro operato hanno contribuito alla divulgazione delle tradizioni della città di Arezzo. Giugno è un mese giostresco.  Prima di tutto c’è la presentazione della lancia d’oro alla città a cui segue la cerimonia di estrazione delle carriere, cioè l’ordine in cui corrono i cavalieri dei quattro quartieri, e il giuramento dei capitani dei quattro quartieri della Giostra del Saracino. Si dà così inizio alla settimana delle prove del Saracino in Piazza Grande, dove i giostratori esordienti e titolari corrono sulla lizza contro il Buratto. Inizia anche la settimana del quartierista dentro le sedi storiche dei quartieri, quella che precede il giorno di Giostra, con feste, cene e divertimenti. Poi la bollatura dei cavalli e La prova generale della Giostra di Saracino, e la famosa Provaccia. La sera seguente si svolgono le cene propiziatorie nei quattro quartieri di Arezzo, che riuniscono intorno ad un tavolo, stretti intorno ai propri colori migliaia di aretini quartieristi che proseguono fino al sabato di Giostra quando si corre il Saracino in edizione notturna. Stessa cosa si ripete fra fine agosto e inizio settembre, quando ci si prepara con riti, prove e festeggiamenti alla Giostra del Saracino della Madonna del Conforto.

Il giorno della Giostra

Nel giorno di Giostra ogni momento della giornata è scandito da celebrazioni, riti, sfilate e colpi di cannone.

Dalla Fortezza Medicea di Arezzo viene sparato il primo colpo di mortaio. Trema la città, tremano gli aretini perché sanno quel che li attende, la giornata di festa che hanno aspettato per tutto l’anno. I Fanti del Comune ritirano la Lancia d’Oro che era stata custodita in Cattedrale dopo essere stata presentata alla città di Arezzo. Esplode il secondo colpo di mortaio e l’Araldo della Giostra del Saracino, la voce tonante della manifestazione, inizia la lettura del Bando della Giostra alla popolazione. Il suono della campana della torre del palazzo del Comune, accompagna il corteo storico dei figuranti dei quattro quartieri che si muove dal Palazzo dei Priori per arrivare alla pieve di Santa Maria, in piazza San Michele, in Corso Italia, via Roma e Piazza San Francesco. La Lancia d’Oro arriva in via Bicchieraia per essere custodita nella sede dell’associazione Signa Arretii. Esplode il terzo colpo di mortaio e subito dopèo avviene la Benedizione dei Giostratori e degli armati dei Quartieri nelle rispettive chiese. Tutti i figuranti si ritrovano in Piazza San Domenico e, dopo il quarto colpo di mortaio, inizia il corteo per raggiungere il Duomo percorrendo via Sassoverde e via Ricasoli. Sul sagrato del Duomo il Vescovo benedice tutti i figuranti.  A far da sfondo le insegne guerriere trecentesche del vescovo Guido Tarlati. La spettacolare sfilata del Corteo Storico raggiunge Piazza Grande, percorrendo via Ricasoli, via dei Pileati, Corso Italia, via Roma, piazza Guido Monaco, via Guido Monaco, Piazza San Francesco, via Cavour, via Mazzini e via Borgunto. Il quinto colpo di mortaio segna l’ingresso in Piazza Grande degli Sbandieratori della Giostra e la loro esibizione. Entra il corteo storico al suono di trombe e tamburi. Qui nel silenzio assordante della piazza risuona la voce dell’Araldo che legge la Disfida di Buratto. Segue il saluto degli Armati e viene eseguito l’Inno di Arezzo che tutti, giostratori, pubblico e quartieristi cantano ad una sola voce con la mano rigorosamente sul cuore. Adesso è Giostra. Iniziano le corse dei cavalieri, dette carriere. La prima carriera, la seconda e le eventuali carriere di spareggio. Al Quartiere vincitore il Sindaco consegna la Lancia d’Oro e in un tripudio di colori e grida di giubilo i quartieristi, i figuranti e il pubblico dei colori vincitori, si riversano in Piazza Grande alla volta del Duomo, per il Te Deum di ringraziamento.

Le Lance d’Oro del Maestro Francesco Conti, la gara dei bozzetti e i capolavori artigianali

La Lancia d’Oro è il preziosissimo trofeo della Giostra del Saracino: è una lancia realizzata in legno di noce, tiglio o acero e ricoperta di foglie d’oro. È impreziosita da intagli e pitture, pietre dure, ceramica, vetro e metalli. Ogni edizione della Giostra vede la nascita di una nuova Lancia d’Oro. Solo pezzi unici. Capolavori nati dall’incontro dei disegnatori più eccellenti del territorio -premiati dal Comune di Arezzo – e dall’antica abilità di Francesco Conti, il Maestro intagliatore delle Lance d’Oro della Giostra del Saracino. La Lancia d’Oro è un’opera imponente con i suoi 3 metri e 55 di lunghezza. Gli aretini la chiamano affettuosamente “Il Brocco”. Nell’impugnatura della Lancia d’oro sono raffigurati i fatti storici o i personaggi che hanno reso grande la città di Arezzo. Per ogni edizione -  di giugno, di settembre e per le edizioni straordinarie -  la lancia d’oro ha sempre una dedica diversa. Viene realizzata sul bozzetto dell’artista vincitore del concorso di idee per la realizzazione dell’impugnatura della lancia, a cui partecipano ogni edizione artisti di fama.  La lancia d’oro viene ufficialmente presentata alla città il giorno della cerimonia di estrazione delle carriere in piazza del Comune per poi essere trasferita in cattedrale dove rimarrà esposta fino al giorno della Giostra. 

Starà poi all’abilità degli cavalieri giostratori conquistarla e consegnarla nelle mani del rettore del proprio quartiere che la conserverà in eterno nella rastrelliera della sala delle vittorie dove ogni quartiere custodisce le lance d’oro conquistate dal 1931 ad oggi. Il simbolo dorato di un sogno divenuto realtà: essere vincitori assoluti della città di Arezzo.