Best of Arezzo. Arezzo da non perdere

Arezzo è la città toscana dove arte e storia si fondono per dare vita a capolavori senza tempo. Ecco qui una selezione di luoghi, monumenti e opere da non perdere nel tuo viaggio ad Arezzo. 

Tra i Best of Arezzo non possono mancare: Piazza Grande e le Logge Vasari, gli Affreschi della Vera Croce di Piero della Francesca, San Domenico e il Crocefisso del Cimabue, la Cattedrale dei Santi Pietro e Donato, la Pieve romanica di Santa Maria, Casa Vasari e la Fortezza Medicea.

Luoghi

 

Piazza Grande e le Logge del Vasari.

Piazza Grande è una delle piazze più belle d’Italia. Qui si respira un’atmosfera magica e senza tempo. Una brezza leggera soffia a rallegrare Piazza Grande e le sue Torri merlate che si specchiano nella magnificenza del palazzo delle Logge di Giorgio Vasari. Medioevo e Rinascimento in un’unica danza. Dal Duecento alla fine del Cinquecento. In una sola piazza è racchiuso l’animo di Arezzo. Qui la storia della città, le botteghe antiquarie, le feste, i mercati, le celebrazioni che la rendono viva dopo più di mille anni in ogni stagione. Ogni prima domenica del mese e sabato precedente c’è la Fiera Antiquaria di Arezzo, la più bella e la più antica d’Italia. A giugno e settembre la Giostra del Saracino, la rievocazione storica, il torneo a cavallo che riporta Arezzo ai fasti del Medioevo. D’inverno arriva Arezzo Città del Natale, più di un mese ininterrotto di celebrazioni natalizie con musica, mercatini, spettacoli ed eventi dedicati a grandi e piccini. Piazza Grande tutto l’anno è una festa per gli occhi e per il cuore. Piazza Grande è la custode dei sapori della Terra d’Arezzo, tutti da gustare, con le ricette della tradizione preparate dalle sapienti mani dei ristoratori. 

La Pieve Romanica di Arezzo

Con la sua abside di pietra serena la Pieve romanica di Arezzo si affaccia in Piazza Grande dal Corso Italia. Non prima di aver regalato uno scorcio splendido con le sue colonne tutte diverse, espressione unica dei grandi maestri dell’epoca. Gigante grigio maestoso la Pieve di Santa Maria Assunta svetta nello “skyline” di Arezzo grazie alla sua torre campanaria delle “cento buche”. Il più prezioso dei tesori che custodisce è il Polittico con la Vergine col Bambino e i Santi Giovanni Evangelista, Donato, Giovanni Battista e Matteo commissionato a Pietro Lorenzetti nel 1320

Gli affreschi della Leggenda della Vera Croce di Piero della Francesca

La Basilica di San Francesco ad Arezzo custodisce uno dei più grandi capolavori del Rinascimento, il ciclo di affreschi della Leggenda della Vera Croce di Piero della Francesca. Una storia di genio, devozione e pittura in quest’opera nata nel 1452 e completata da Piero nel 1466, il ciclo di affreschi più moderni e prospetticamente misurati che il Quattrocento italiano abbia mai concepito.

Gli affreschi sono situati nella Cappella Bacci della Basilica di San Francesco, dove la storia della Vera Croce è raccontata su tre livelli, senza alcuna intelaiatura architettonica. Tra scene di corte e di battaglia, tra Genesi e Nuovo Testamento fino ad arrivare all’anno 628 d.C. c’è un protagonista assoluto, il legno dell’albero più antico, quello della Santa Croce tra le cui venature è scorso il sangue di Cristo: l’albero che dà nuova Vita. 

Piero della Francesca, pur ispirandosi al linguaggio tipico del rinascimento fiorentino, scelse di distaccarsi dai modelli precedenti, proponendo un racconto unico al mondo, sia a livello narrativo che iconografico. Alcune storie sono trattate individualmente, come quella del Sollevamento della Croce, altre approfondite a suo piacimento, come Adorazione della Croce e incontro di Salomone e la Regina di SabaSogno di CostantinoBattaglia di Costantino e Massenzio. 

Piero della Francesca scelse di privilegiare l’estetica, la forma e la simmetria abbandonando l’andamento cronologico ma senza comunque ostacolare la corrispondenza filosofico-teologica tra le scene che si fronteggiano. Scene all’aperto che da una parete all’altra dialogano con scene all’aperto, scene al chiuso che dialogano con scene al chiuso e così anche per le battaglie. Così anche per l’alternarsi delle storie del Vecchio e del Nuovo Testamento.

Piero della Francesca ci mette davanti ad un viaggio nella storia della Cristianità e nella storia dell’arte, dove appare, sullo sfondo, anche il profilo di Arezzo, con la facciata della Cattedrale ben in evidenza, “travestita” da Città Santa di Gerusalemme. Dalla morte di Adamo alla nascita dell’Albero Sacro, arrivando alla realizzazione della Croce fino alla sua perdita e al suo ritrovamento all’epoca delle Crociate, perdersi in un viaggio nel tempo sarà questione di pochi, meravigliati sguardi.

Le 12 scene si presentano per essere ammirate anche da chi non conosce la storia dell’arte. Balzerà agli occhi come tutti siano ritratti in abiti medievali, malgrado la narrazione di episodi avvenuti duemila anni fa. Una curiosità: è qui che ritroviamo uno dei primi notturni della storia dell’arte: il Sogno di Costantino. Un angelo porta in sogno a Costantino, addormentato nella sua tenda di notte, la rivelazione della Croce e della vittoria su Massenzio a patto della sua conversione. Una scena la cui bellezza non può lasciarci indifferenti. 

Il Crocifisso del Cimabue e San Domenico

Nella chiesa di San Domenico è custodito il più prezioso dei crocifissi della storia dell’arte: Il Crocifisso del Cimabue. In questa basilica romanica, una delle più antiche di Arezzo riposa indisturbato da quasi 800 anni uno dei capolavori della storia dell’arte del Duecento, il Crocifisso ligneo dipinto del Cimabue. Basta varcare la soglia e compiere pochi passi nell’unica navata della Chiesa di San Domenico per ritrovarsi immersi nel Medioevo. Sopra di noi il maestoso soffitto a capriate lignee, all’interno gli affreschi. Davanti a noi nella penombra e nel silenzio di San Domenico – dove venne ospitato il primo Conclave della storia della Chiesa – lo sguardo viene rapito dall’oro e dall’umanità del Cristo del Cimabue. L’iconografia è quella del Christus patiens, il Cristo morente sulla Croce, con gli occhi chiusi, la testa appoggiata sulla spalla e il corpo inarcato a sinistra. Il torace è segnato da una muscolatura tripartita, le mani appiattite sulla croce, i colori preziosi intensi e ricchissimi, sia per la lucentezza dell’oro che per l’intensità del rosso del suo drappo. Ispirato al Christus patiens di Giunta Pisano nella Basilica di san Domenico a Bologna, il Cristo del Cimabue di Arezzo è unico nel suo genere per la particolare flessione del corpo, in un equilibrio mai visto prima fra realismo e intellettualismo, con un effetto dinamico ed espressivo, ma anche di geometrica purezza assolutamente d’avanguardia per l’epoca. Tutto è sacro, vivo e dolente e ci regala una profondità e un’umanità mai viste prima nel Duecento.

Il Duomo di Arezzo, la Cattedrale dei Santi Pietro e Donato

Il Duomo di Arezzo dedicato ai Santi Pietro e Donato è uno scrigno di tesori ed uno dei monumenti più belli del gotico in Toscana. In questa elegante cattedrale si condensano più di seicento anni di storia – il tempo che ci è voluto per completarne lavori e rimaneggiamenti.  

Dopo la bianca e lunga scalinata che innalza il Duomo da terra per avvicinarlo al cielo la facciata è il primo dei capolavori in cui ci imbattiamo nella nostra visita. Appena entrati ci accoglie un arcobaleno di colori grazie alle vetrate di Guillaume de Marcillat. Nella navata sinistra l’affresco della Maddalena di Piero della Francesca e le reliquie di Papa Beato Gregorio X, sull’altare maggiore l’imponente Arca di San Donato in marmo, capolavoro del Trecento con la quale dialogano gli affreschi e le cappelle lungo la navata destra. Il coro ligneo e il dipinto raffigurante il Battesimo di Cristo, sono opere del Cinquecento di Giorgio Vasari. Nell’Ottocento la cattedrale cambia volto per ospitare la Cappella della Madonna del Conforto, protettrice di Arezzo, la più amata dagli Aretini. A fare da contorno alla sua icona miracolosa, che salvò Arezzo dal terremoto nel 1796, troviamo le terracotte invetriate di Andrea Della Robbia e le monumentali opere pittoriche dei grandi maestri del Neoclassicismo Pietro Benvenuti, Luigi Sabatelli e Luigi Ademollo

Una curiosità tutta aretina: il campanile del Duomo di Arezzo è chiamato il “Matitone” ed è il protagonista indiscusso del profilo della città. Con la sua forma esagonale a matita e la sua punta sembra disegnare il cielo. Dove ogni 6 agosto per la festa del patrono San Donato brillano i fuochi d’artificio e si innalzano i canti di festa di Arezzo.

Casa Vasari e la meraviglia dei suoi affreschi

La firma del grande Giorgio Vasari si scorge in tutta Arezzo ma mai quanto nella sua Casa natale che oggi è museo aperto al pubblico e si mostra in tutta la sua bellezza. Progettata e affrescata dal Vasari stesso, come rifugio dal turbinio delle corti fiorentina e romana, Casa Vasari è una delle massime espressioni pittoriche del maestro. Costruita intorno al 1540, arredata e affrescata dal suo proprietario ci riporta all’universo privato dell’artista. Salendo la scalinata di casa raggiungiamo il piano nobile dove ci attendono le stanze affrescate dal maestro. Un susseguirsi di storie e le allegorie narrate da Vasari. L’edificio di gusto manierista oltre ad essere sede del Museo ospita l’archivio, dove sono conservate, tra l’altro, lettere autografe e private di Michelangelo, Pio V e Cosimo I. Un dono inestimabile per rileggere il Cinquecento e il Rinascimento attraverso le voci che hanno fatto la storia dell’umanità e riscoprire questi grandi meravigliosamente umani. 

La Fortezza Medicea di Arezzo

La Fortezza Medicea di Arezzo domina dall’alto del colle di San Donato tutta la città. Unica nel suo genere, fu progettata e costruita nel Cinquecento dai Medici di Firenze non per proteggere la città, ma per proteggersi dagli aretini, che mai hanno accettato lo stare sotto il dominio di Firenze. Restaurata e restituita alla città, la Fortezza Medicea è uno splendido spazio per mostre, installazioni ed eventi, con una passeggiata da fare al tramonto, per godere della vista a 360° su Arezzo baciata dai riflessi rosa dorati della sera. Qui sono ancora in corso gli scavi per riportare alla luce le numerose tracce etrusco e romane che ci svelano il passato di questo gigante di pietra.

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Attività

 

Arezzo è la città toscana dove arte e storia si fondono per dare vita a capolavori senza tempo. Ecco qui una selezione di luoghi, monumenti e opere da non perdere nel tuo viaggio ad Arezzo. 

Tra i Best of Arezzo non possono mancare: Piazza Grande e le Logge Vasari, gli Affreschi della Vera Croce di Piero della Francesca, San Domenico e il Crocefisso del Cimabue, la Cattedrale dei Santi Pietro e Donato, la Pieve Romanica, Casa Vasari e la Fortezza Medicea.