Alla scoperta di Anghiari

Il centro storico di Anghiari ti aspetta abbarbicato in cima a una collina. Ti trovi alle porte della Valtiberina, a mezz’ora d’auto da Arezzo. Che lo guardi dal basso o dalla prospettiva di un drone, questo stupendo borgo medievale somiglia a una pagnotta, compatta e stondata. Le imponenti mura rinascimentali ne sono la base, tetti e campanili ne disegnano la crosta irregolare.

Una veduta d’insieme da favola, 100% toscana ma per niente convenzionale. Una gemma nell’Alta Valle del Tevere, dall’identità rustica ed elegantissima allo stesso tempo.

Un ottimo biglietto da visita

Difficile competere con un colpo d’occhio così! Il profilo di pietra e mattoni di Anghiari ha qualcosa di irresistibilmente romantico. Il paese vanta un curriculum di tutto rispetto: bandiera Arancione del Touring Club Italiano, fa parte delle Cittaslow, la rete italiana delle città del buon vivere. Per non farsi mancare nulla, è inserita anche nell’elenco dei Borghi più Belli d’Italia.

Lasciati sedurre dalla magia di questo borgo medievale. Armati di scarpe comode, perché Anghiari è quasi tutta in salita. Palazzi, vicoli, scorci, chiese, musei, reperti storici e opere d’arte… Ti verrà da chiederti come sia possibile che un patrimonio così ricco sia racchiuso in un unico paesino.

A spasso per il paese

Fiori ai davanzali, scalette, porte di vecchie case e botteghe artigiane. Il cuore del borgo è un gomitolo di vie, piccole piazze, curve e segmenti rettilinei. Gioca a perdere l’orientamento, esplora Anghiari come ti viene. Sarà divertente ritrovarsi nello stesso scorcio che ti aveva colpito poco prima, scoprire la facciata di un palazzo rinascimentale o il portale d’ingresso di una chiesa.

Un punto dove fermarsi è Piazzetta del Poggiolino, talmente graziosa da farti pensare a un set cinematografico. Ogni estate qua si svolgono le cene-spettacolo di Tovaglia a Quadri, uno degli eventi clou della cittadina.

Percorri con tutta calma la passeggiata lungo i bastioni della città. Segui con lo sguardo la traiettoria di Corso Matteotti (chiamato lo Stradone o la Croce da chi abita qui), che dalla cima arriva ai piedi del poggio di Anghiari dritto come un fuso prima di diventare via della Battaglia.

Appuntamento con la storia di Anghiari 

Il Museo della Battaglia e di Anghiari

Palazzo Marzocco è la sede del Museo della Battaglia e di Anghiari. Una visita perfetta per introdurre i luoghi che vedrai dal vivo e sapere nei dettagli com’è andata nel 1440, nel corso dell’epico scontro militare tra gli eserciti dei fiorentini e dei milanesi.

Alla fine di un combattimento violento i primi ebbero la meglio. La Maestà della Vittoria, una cappellina lungo lo Stradone in direzione Sansepolcro, è lì dall’anno dopo la Battaglia di Anghiari per ricordartelo.

In memoria dell’avvenimento storico più importante del paese, tutti gli anni si disputa il Palio della Vittoria. È una corsa a piedi dalla Maestà a piazza Baldaccio Bruni, su per la Croce. Non ti aspettare una gara normale. Per cominciare si tiene di sera, quando il sole cala sulla Piana della Battaglia. In più gli atleti, che rappresentano il comune toscano a cui appartengono, possono spingersi, trattenersi, placcarsi. Una tradizione tanto bizzarra quanto coinvolgente, a cui puoi assistere ogni 29 giugno.

Fuori e dentro il museo, fra documentazione e realtà. Un fantastico plastico riproduce in scala fasi e set della Battaglia. Il percorso espositivo ti parlerà anche della famosissima opera incompiuta di Leonardo da Vinci dedicata a questo accadimento.

Qui sono conservate numerose testimonianze sul passato di Anghiari e della provincia di Arezzo. Si va dalla preistoria al Settecento e c’è una sezione dedicata nello specifico alle armi da fuoco di manifattura locale.

Il Museo Statale di Palazzo Taglieschi e il Museo della Misericordia

Quattro piani e circa 20 sale. Ecco quanto offre Palazzo Taglieschi. Non avrai problemi a trovarlo, è proprio davanti al Museo della Battaglia e di Anghiari. Qui si conservano opere d’arte e reperti collegati alle tradizioni e alle attività economiche del borgo. Pezzi forti dell’esposizione: alcune ceramiche dei Della Robbia e la Madonna con Bambino di Jacopo della Quercia.

Per una visita originale varca la soglia del Museo della Misericordia nell’edificio di Badia (l’ex chiesa di San Bartolomeo Apostolo). Scoprirai oggetti e cimeli attinenti all’attività secolare della locale Confraternita di Misericordia come antichi strumenti medici e carri-lettiga per i malati – un po’ gli antenati delle moderne autoambulanze –, indumenti appartenuti ai membri dell’associazione nell’Ottocento e reliquie sacre.

La Chiesa di Santa Maria delle Grazie

Metti da parte la pigrizia, non vorrai mica perderti la Chiesa di Santa Maria delle Grazie? Forza e coraggio, bisogna affrontare l’itinerario tutto in salita verso questo tempio di bellezza.

L’edificio è conosciuto pure come la Propositura e risale al Settecento. Al suo interno ammirerai opere d’arte di varie epoche, tra cui la gigantesca Ultima Cena di Giovanni Antonio Sogliano, la Deposizione dalla Croce di Domenico Ubaldini e la Madonna della Misericordia in terracotta invetriata di Andrea Della Robbia, assolutamente strepitosa. 

Il palazzo del Comune e il Campano

Svolta in direzione del trecentesco Palazzo Pretorio, oggi sede del Comune, per dare un’occhiata al suo prospetto. È decorato da stemmi disposti in ordine sparso. Una caratteristica che lo rende un archivio murale delle famiglie dei governanti inviati da Firenze per amministrare la giustizia di Anghiari.

La conclusione perfetta per il tuo tour di questa chicca dell’Alta Valle del Tevere ha come indirizzo la medievale torre civica con orologio, detta il Campano, ricostruita nel XVII secolo. Sei sul tetto del borgo, su uno dei suoi monumenti più rappresentativi.

In un luogo che tuttora misura lo scorrere delle ore, il tuo tempo interiore si è fermato. Forse perché da questo angoletto di terra di Arezzo non vuoi andare via, o magari perché già non vedi l’ora di tornarci.